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Studiare online a Reggio Emilia: le proposte per la tua formazione

Le nuove tecnologie e le innovazioni nel campo della comunicazione hanno permesso lo sviluppo di modalità formative a distanza, che coinvolgono anche il mondo universitario.

Studiare online a Reggio Emilia è l’opportunità ideale per chi vuole laurearsi o specializzarsi seguendo le lezioni in piena libertà, senza vincoli di orario e, magari, intraprendendo allo stesso tempo un’attività lavorativa.

Che tu sia un neodiplomato o un professionista, la nostra Università online ha una soluzione perfetta per le tue esigenze: in questa guida ti spiegheremo come funziona l’università telematica e quali benefici ti offre.

Iniziamo subito.

Ecco come funziona l’Università telematica a Reggio Emilia

Studiare da remoto è un’ottima possibilità per risparmiare tempo e denaro e accedere ad una serie di vantaggi interessanti. Per scoprire perché l’Università online è la soluzione ideale per te, continua nella lettura: ti spiegheremo tutto nei prossimi paragrafi della nostra guida.

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Cosa significa studiare su internet?

La prima cosa che vogliamo spiegarti in questa guida è la metodologia telematica che ti consente di studiare online con l’Università Niccolò Cusano.

La “metodologia telematica” dell’Unicusano è pensata per consentire agli studenti di fruire le lezioni video accedendo alla piattaforma di e-learning. Come specificato nelle linee guida del nostro Ateneo, la metodologia telematica prevede alcuni obblighi per gli studenti:

  • La frequenza delle lezioni-video previste per ogni esame connettendosi alla piattaforma telematica, mediante le password di accesso fornite dall’Università (didattica erogativa);
  • Lo svolgimento del test di autovalutazione previsto alla fine di ogni modulo che compone l’esame; si precisa che le domande del test hanno il fine di accertare la preparazione dello studente sugli argomenti trattati, di conseguenza l’omesso svolgimento del test non consente l’accesso al modulo di studio successivo (didattica interattiva);
  • Lo svolgimento delle domande di verifica (compito di verifica) somministrate dal professore prima dell’esame (didattica interattiva).

Accanto a questi obblighi, l’accesso al nostro Ateneo ti garantisce anche:

  • Ricevimento del professore (2 ore per 2 volte al mese*), presso l’Ateneo/in videoconferenza;
  • L’assistenza continuativa del corpo docente e dei tutor disponibili in piattaforma e con i quali lo studente potrà comunicare mediante la chat, il forum e la messaggistica (didattica di supporto o tutoraggio).

Cosa ti serve per studiare online?

Bene, ora che ti abbiamo spiegato come funziona la modalità telematica, ti starai sicuramente chiedendo: Come faccio ad accedere alla piattaforma?

Semplicissimo: gli strumenti dello studio online sono davvero pochi e presenti nelle case di tutti.

Per poter frequentare le lezioni, infatti, ti basta un dispositivo connesso alla rete. Tutto il materiale sarà consultabile telematicamente, dunque non c’è bisogno di altro.

L’accesso alle lezioni è consentito da qualunque device: ciò vuol dire che potrai seguirle anche in mobilità utilizzando, ad esempio, un tablet. Nessun vincolo di tempo e di spazio, dunque: le lezioni sono fruibili in qualunque momento, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24.

Per chi è adatta l’università online?

Se stai pensando di studiare online a Reggio Emilia, le opportunità sono davvero moltissime. Questa modalità di studio, infatti, si adatta ad ogni tipologia di esigenza. Ad esempio, una laurea telematica è perfetta per:

  • Neodiplomati che stanno cercando un percorso di studi ideale, da seguire direttamente nella loro città. Sappiamo quanto sia impegnativa la scelta del corso di laurea: proprio per questo la nostra Università ha anche un servizio di orientamento per affiancarti in questa decisione
  • Lavoratori che hanno abbandonato gli studi universitari in passato per inconciliabilità con gli impegni professionali e vorrebbero riprendere il loro percorso. Con la laurea online potrai conciliare al massimo lavoro e studio, proprio per l’assenza di vincoli di tempo e di spazio per la frequenza delle lezioni
  • Professionisti già inseriti nel mondo del lavoro che vorrebbero specializzarsi per ottenere una promozione oppure cambiare radicalmente vita e reinventarsi
  • Tutti coloro che desiderano ampliare la loro cultura personale, a qualunque età.

Perché online conviene?

Scegliere di iscriversi ad un’Università telematica ha molti vantaggi. Ecco quelli che cambieranno radicalmente il tuo rapporto con lo studio:

  • Più tempo a disposizione e maggiore organizzazione: il più grande vantaggio di studiare online è avere la possibilità di ottimizzare al massimo il proprio tempo. Grazie alla piattaforma online, l’accesso alle lezioni è garantito h24. Deciderai tu, in autonomia, quanto tempo dedicare allo studio, facendolo conciliare con la tua vita privata ma anche professionale;
  • Possibilità di lavorare e studiare contemporaneamente: se, con una laurea tradizionale, questa opportunità ti sembrava impossibile, con un percorso telematico è davvero accessibile e concreta. Organizzando il tuo tempo, potrai conciliare la tua vita professionale con il tuo percorso accademico, senza rinunce;
  • Risparmio economico: studiando direttamente da casa tua, non dovrai sostenere costi per l’affitto di una casa fuori sede o per gli spostamenti Tutto quello di cui hai bisogno è una connessione ad internet.

Lauree online: l’offerta formativa Unicusano

Ora che abbiamo visto come funziona la metodologia telematica, facciamo una breve panoramica dei corsi di laurea Unicusano attualmente attivi.

Area Economica

  • Corso di Laurea in Economia aziendale e Management (L-18)
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56)

Area Giuridica

  • Corso di Laurea in Giurisprudenza (LMG/01)

Area Psicologica

  • Corso di Laurea in Psicologia, Scienze e Tecniche psicologiche (L-24)
  • Corso di Laurea Magistrale in Psicologia (LM-51) – curriculum Psicologia clinica e della Riabilitazione
  • Corso di Laurea Magistrale in Psicologia (LM-51) – curriculum Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni

Area Ingegneristica

  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Strutture
  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Edilizia
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (LM-23)
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Agroindustriale
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Biomedico
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Gestionale
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Elettronico
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Meccanico
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica (LM-29)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Produzione e Gestione
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Automotive
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Progettazione

Area Politologica

  • Corso di Laurea Scienze politiche e relazioni internazionali (L-36)
  • Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionali (LM-52)

Area Formazione

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Cognitivo Funzionale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Pedagogico Sociale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

Non solo lauree: i Master online

Il nostro Ateneo digitale offre anche la possibilità di frequentare Master e Corsi di specializzazione.

Se cerchi una specializzazione post laurea, consulta la pagina ufficiale del sito Unicusano.it dedicata ai Master: ci sono decine di percorsi in ben sette aree diverse. Siamo certi che troverai l’offerta migliore per te.

Su come studiare online a Reggio Emilia abbiamo detto proprio tutto, per oggi: per iscriverti ai nostri corsi di laurea o ai nostri Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come diventare head hunter: studi e possibilità

Il mondo delle risorse umane ti appassiona e ti stai chiedendo come diventare head hunter? Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si diventa head hunter, quali sono le caratteristiche di questo professionista e quale percorso formativo è utile per lavorare nel campo.

Quando parliamo di head hunter facciamo riferimento a quel professionista deputato alla ricerca delle migliori risorse disponibili sul mercato, a partire dalle richieste e delle necessità del cliente che fa la richiesta. I “cacciatori di teste” non sono solamente dei recruiter: questi hanno anche una funzione di intermediazione tra azienda e potenziale collaboratore. Possiamo dire, dunque, che l’head hunter è sì un hr, ma è anche un consulente per le aziende e per il sostegno al candidato.

Se sei curioso di scoprire come intraprendere questa professione, continua nella lettura.

Ecco come diventare selezionatore del personale

I cosiddetti cacciatori di teste hanno l’importante compito di trovare profili professionali di alto livello, come quadri o dirigenti, per conto di imprese o enti che li ingaggiano. Si tratta di una professione molto affascinante e ricca di soddisfazioni, sempre più ricercata dai giovani d’oggi. Vediamo ora come intraprendere questo lavoro, in cosa consiste e quali sono gli studi più adatti per apprendere le nozioni di cui hai bisogno.

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Chi sono gli head hunter?

Se sogni di lavorare nel mondo della selezione del personale e del recruitment, avrai sicuramente sentito parlare dell’head hunter. Come abbiamo accennato, l’head hunter è un professionista che si occupa di intercettare all’interno del mercato del lavoro i talenti da presentare alle aziende che lo ingaggiano. In particolare, l’head hunter lavora con profili professionali di alto livello, come quadri o dirigenti.

In breve, il lavoro dell’head hunter consiste nell’identificare il miglior profilo professionale disponibile e, dopo averne verificato e valutato l’aderenza ai requisiti professionali e personali richiesti dall’azienda committente, trattare con esso le modalità di un eventuale cambio di datore di lavoro.

Dal punto di vista normativo, gli head hunter vengono definiti come “soggetti che svolgono attività di consulenza per le direzioni aziendali, al fine di risolvere una specifica esigenza dell’organizzazione del committente, attraverso l’individuazione di candidature idonee a ricoprire una o più posizioni lavorative in seno all’organizzazione medesima”.

Cosa fa l’head hunter

Per capire come diventare head hunter, è bene comprendere nello specifico quali sono le mansioni di questo professionista. Le sue responsabilità principali sono quelle di ascoltare le necessità dell’azienda committente, cercando di capire quali sono le caratteristiche del professionista che stanno cercando.

A questo punto, l’head hunter deve definire con esattezza il profilo di competenze e di capacità della candidatura ideale. Il cacciatore di teste si serve di una serie di strumenti per la ricerca del candidato ideale, sfruttando diversi canali di reclutamento. Il programma va avanti valutando le candidature giunte e quelle individuate per capire quali sono quelle maggiormente adatte.

Tra le mansioni dell’head hunter, anche la progettazione e l’erogazione di attività formative finalizzate all’inserimento lavorativo, l’assistenza nella fase di inserimento dei candidati, la verifica e la valutazione dell’inserimento e del potenziale dei candidati.

Competenze e attitudini

Per diventare executive head hunter servono una serie di abilità e di conoscenze fondamentali per svolgere al meglio la professione. L’attività di head hunting richiede, da parte di chi la svolge:

  • Ottime capacità comunicative, per poter trattare al meglio sia con l’azienda che lo ingaggia, sia con i possibili candidati per un lavoro;
  • Intuito e capacità di valutazione del carattere e delle potenzialità di un candidato;
  • Empatia e capacità di ottenere la fiducia delle persone, metterle a proprio agio;
  • Abilità persuasive, pazienza e arguzia;
  • Flessibilità e resistenza allo stress;
  • Ottime capacità organizzative e amministrative

Gli head hunter hanno basi di economia, sociologia, filosofia, psicologia, diritto del lavoro. Spesso conoscono più di una lingua, per poter lavorare con diversi mercati. Possono essere assunti da grandi aziende di recruiting o lavorare freelance direttamente con le aziende che cercano candidati.

Compenso dell’head hunter

Quando guadagna un head hunter? Beh, diciamo che il compenso può variare molto a seconda di diversi fattori, come il grado di esperienza, la tipologia di impiego e così via. Generalmente, gli head hunter sono ben pagati; possono essere pagati dalle aziende con uno stipendio fisso, oppure con una parte fissa più provvigioni sui risultati.

Specializzarsi in recruiting: il Master Unicusano

Se sogni di lavorare nella selezione del personale, abbiamo una soluzione formativa perfetta per te: il Master I Livello in Gestione ed amministrazione delle risorse umane.

Il Master si rivolge ai laureati (triennali, di vecchio ordinamento o magistrali) di qualsiasi area.

L’obiettivo è quello di formare professionisti nell’area della gestione e sviluppo delle Risorse Umane, fornendo le competenze necessarie per l’inserimento nell’area HR di imprese e organizzazioni, della P.A. o di società di ricerca e consulenza.

Per rendere più completo il percorso formativo del Master e consentire a ciascun corsista di sperimentare la metodologia del coaching e comprenderne meglio modalità ed efficacia, è offerta, a tutti i corsisti, la possibilità, durante il percorso di studi, di svolgere sessioni di coaching individuale con docenti ed esperti professionisti del settore.

La didattica del Master viene erogata seguendo la metodologia e-learning: in questo modo, potrai fruire delle lezioni in qualunque momento e in qualunque luogo, grazie ad una piattaforma attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ciò ti permette di creare un ambiente di apprendimento personalizzato e altamente flessibile, garantendo la disponibilità sempre e ovunque dei contenuti proposti.

Nella piattaforma di studio sono disponibili le lezioni, i workshop, gli esercizi e verifiche per ogni materia. Al termine del percorso formativo, dovrai sostenere un esame finale per certificare le competenze acquisite. Tra le discipline trattate nel Master:

  • Teorie e modelli organizzativi
  • Modelli di leadership
  • Team building
  • Teorie e tecniche per lo sviluppo delle Risorse Umane
  • Coaching, counselling e mentoring
  • Ricerca e selezione: Fasi del processo – Job description – Web recruitment, Sviluppo dei talenti, sistemi di valutazione, gestione delle carriere
  • Modelli e tecniche della formazione:  Analisi dei fabbisogni formativi, Progettazione,  Valutazione della formazione, Apprendimento organizzativo e comunità di pratica, Formazione continua, Fondi Interprofessionali e Strumenti per la formazione finanziata
  • Evoluzione delle Relazioni Industriali
  • Contrattualistica
  • Tecniche di negoziazione

Su come diventare head hunter e specializzarti nella selezione del personale abbiamo detto proprio tutto, per oggi. Se vuoi iscriverti al nostro Master e investire davvero sul tuo futuro, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come pianificare lo studio: 5 trucchi da provare subito

Se sei uno studente universitario, sicuramente ti sarai imbattuto nella necessità di conoscere come pianificare lo studio in modo efficace. Gestire una grossa mole di studio potrebbe essere un compito difficile, se non sai come procedere: senza un metodo di studio efficace e un approccio giusto, sarà più complicato ottenere risultati ottimali in ambito accademico.

Sapere come si studia infatti, è il sogno di tutti gli studenti: se le tue abitudini comprendono il procrastinare sempre, studiare solo a ridosso degli esami e non riuscire a stare al passo con i materiali di studio, abbiamo sicuramente una soluzione per te.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo quali sono le strategie e i trucchi da applicare per organizzare al meglio i tuoi esami, così da evitare di procrastinare e rispettare ogni giorno il tuo programma. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come studiare all’Università e ottenere ottimi risultati

Capire come gestire lo studio è fondamentale per dare con successo i tuoi esami. Tuttavia, costruire il metodo di studio più adatto a te può essere un lavoro molto complesso, se non sai da dove cominciare. Ecco i 5 trucchi da tenere in considerazione sempre per riuscire a pianificare lo studio e migliorare le tue performance.

LEGGI ANCHEI 5 passi per scrivere la tesi velocemente (e con successo)

1 – Cerca di capire il tuo modello di apprendimento

Per capire come pianificare lo studio, la prima cosa da fare è analizzare il tuo stile di apprendimento. Non tutti apprendiamo nello stesso modo: per migliorare i risultati, dovrai individuare il tuo modello. In linea generale, possiamo distinguere 4 diversi stili di apprendimento:

  • Studente visualizzatore, la cui caratteristica è quella di avere una forte memoria visiva e una spiccata capacità di ricordare attraverso schemi e immagini;
  • Studente auditivo, la cui caratteristica è quella di apprendere le cose ascoltando attentamente. Anche la musica e i suoni possono aiutarti a concentrarti e a memorizzare meglio; per questo, potresti ascoltare musica classica o suoni della natura mentre studi;
  • Studente di parole, la cui caratteristica è quella di memorizzare scrivendo e leggendo con estrema attenzione;
  • Studente logico, che solitamente apprende in modo logico, ragionando, creando collegamenti, mappe concettuali e sistemi.

Non è detto che tu appartenga solamente ad uno di questi gruppi: al contrario, solitamente il tuo stile di apprendimento è un mix fra questi quattro. Cerca di capire in che modo riesci ad apprendere e ottimizza il tuo tempo sfruttando i tuoi punti di forza.

2 – Investi in obiettivi realistici

Pianificare con successo il tuo studio significa investire in obiettivi davvero raggiungibili per te. Ci sono due passaggi per raggiungere un obiettivo: pianificazione ed esecuzione. Un piano senza esecuzione non ti porterà da nessuna parte, così come l’esecuzione casuale senza un piano. Raggiungerai il tuo obiettivo solo quando farai bene entrambi.

Dunque, quali sono i passaggi da fare, a questo punto? Invece di ripeterti “Devo studiare 5 capitoli del manuale al giorno”, chiediti quale sarebbe un obiettivo ragionevole per studiare il tuo materiale nei tempi giusti. Uno degli errori più frequenti degli studenti universitari è quello di voler raggiungere obiettivi poco realistici e, soprattutto, di calcolare male i tempi.

Per raggiungere obiettivi davvero perseguibili, ti consigliamo di:

  • Scegliere un obiettivo molto semplice per il prossimo semestre accademico. Ad esempio, potresti scegliere come obiettivo lo scrivere 50 pagine per la tua tesi, dare tre esami, frequentare uno stage. Assicurati che il tuo obiettivo di studio non sia orientato ai risultati, ma si concentri sull’esperienza. Ciò che è davvero importante è il rispetto di questo macro obiettivo;
  • Scomporre il tuo macro obiettivo in piccoli passi da compiere ogni giorno. Ad esempio, se hai deciso di dare tre esami durante la prossima sessione, scomponi il materiale di studio e imponiti un piccolo passo quotidiano, come lo studio di un paio di capitoli.

3 – Trasforma i tuoi obiettivi in un plan

Per capire come studiare bene all’università, dovrai tradurre i tuoi obiettivi in un vero e proprio plan, da utilizzare per organizzare lo studio. Come fare? Dunque, supponiamo che tu abbia stabilito di dare tre esami nel corso del prossimo semestre:

  • Esame A
  • Esame B
  • Esame C

Supponiamo anche che, ogni esame, prevede questa mole di studio:

  • Esame A: 3 manuali, 20 capitoli
  • Esame B: 2 manuali, 16 capitoli
  • Esame C: 4 manuali, 26 capitoli

Ora, individua le date dell’esame con larghissimo anticipo e segnale sul calendario. A questo punto, scomponi la mole di studio in piccoli passi quotidiani, calcolando sempre un margine di imprevisto. Prendi un calendario giornaliero e segna ciò che devi fare ogni giorno, seguendo uno schema di questo tipo:

GIORNO 1

  • Ore 9:30 – 11:30 – Studiare primo capitolo del manuale Esame A
  • Ore 11:30 – 11:45 – Pausa
  • Ore 11:45 – 13:30 – Studiare primo capitolo del manuale Esame B
  • Ore 13:30 – 14:30 – Pausa Pranzo
  • Ore 14:30 – 15:30 – Ripasso due capitoli
  • Ore 15:30 – 17:30 – Studiare primo capitolo del manuale Esame C
  • Ore 17:30 – 18:00 – Pausa

4 – Programma delle pause

Quando studi, mantenere alti i livelli di motivazione potrebbe essere difficile, soprattutto in forti momenti di stress. Programmare delle pause potrebbe aiutarti a concentrarti e a studiare con maggiore lucidità.

Non importa a che ora del giorno hai scelto di studiare: prova a sperimentare le pause e ad adottare metodi come quello del pomodoro. Come funziona? Si imposta un timer per 25 minuti e si inizia a studiare. A seconda delle tue preferenze e del tuo approccio, puoi iniziare svolgendo i compiti più difficili (fai questo se tendi ad evitarli del tutto) o con uno facile per ottenere un po’ di slancio e sentirti più preparato.

Durante quei 25 minuti, nulla dovrà distrarti: quando cederai alla distrazione, i 25 minuti ricominceranno da capo. Dopo i 25 minuti, imposta il timer su 5 minuti per una breve pausa. Dopo la pausa, studia per un altro blocco di 25 minuti e così via.

5 – Prepara uno spazio comodo per studiare

Anche se potrebbe sembrarti strano, l’ambiente di studio è fondamentale. Avere una posizione specifica per i tuoi studi ti aiuterà a creare l’abitudine di studiare non appena entri in quella stanza. La tua zona di studio dovrebbe essere pulita e priva di distrazioni.

Elimina tutte le distrazioni dalla tua scrivania: mantieni solo un calendario, un blocco per prendere appunti, qualche penna e materiale per studiare. Crea almeno un paio di zone di studio nella tua casa, in modo da avere un’alternativa per spostarti. Se preferisci, crea anche un luogo al di fuori della tua casa in cui recarti a studiare: una sala studio, una biblioteca o un luogo all’aperto potrebbero fare al caso tuo.

L’importante è che sia un luogo in cui ti senti a tuo agio, dove non ci sono particolari distrazioni. Elimina le notifiche dal telefono e non cedere alla tentazione di inviare messaggi agli amici. Cerca di massimizzare i tuoi sforzi solamente sullo studio: in questo modo riuscirai a raggiungere i tuoi risultati nei tempi stabiliti, senza interferenze. Per aiutarti a tenere traccia delle tue ore di studio, potresti utilizzare alcuni strumenti digitali e app per studiare, come ad esempio:

  • TimeEdition, che ti permette di monitorare le ore investite su un progetto e gestire meglio il tuo tempo;
  • Slack, per organizzare tutti gli obiettivi giornalieri e superare i tuoi obiettivi.

Su come pianificare lo studio abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che applicare i nostri 5 consigli e raggiungere con successo tutti i tuoi traguardi accademici.

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Come diventare dirigente d’azienda: studi e possibilità

Curioso di scoprire come diventare dirigente d’azienda? Il ruolo del manager è, senza dubbio, tra i più importanti in assoluto all’interno di un’impresa: essere a capo di una realtà imprenditoriale, gestirne e coordinarne i processi sono responsabilità fondamentali per raggiungere il successo.

La professione del manager aziendale è molto ambita tra gli studenti di economia (e non solo): si tratta di una delle posizioni più ricercate sul mercato del lavoro nazionale e internazionale. La strada per diventare direttore d’azienda è lunga e impegnativa ma, con la passione e la determinazione che servono, riuscirai sicuramente nell’intento.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come diventare dirigente aziendale, illustrandoti nel dettaglio il percorso di studi da fare, le competenze da acquisire e le responsabilità che dovrai fronteggiare. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere su come diventare dirigente aziendale

Diventare dirigente d’azienda è il tuo sogno nel cassetto? Mettiti comodo e continua nella lettura di questa guida: per te tutte le informazioni utili per intraprendere questa professione.

LEGGI ANCHE – Analisi SWOT: che cos’è, a cosa serve e come si reaiizza

Chi è un dirigente d’azienda?

Prima di parlare del percorso formativo e delle abilità necessarie per diventare dirigente, cerchiamo di dare una definizione di questa professione, sempre più ricercata dalle aziende di tutte le dimensioni.

Il dirigente ha come compito principale quello di garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’azienda. Dalla pianificazione strategica al budgeting, dalla produzione alla finanza, il direttore aziendale deve gestire e coordinare tutti questi processi al fine di guidare l’azienda verso il successo.

Da questa prima definizione, potrai immaginare che il ruolo del direttore è ricco di mansioni e responsabilità, che hanno a che fare sia con le risorse umane, sia con gli obiettivi di business dell’azienda. Chiaramente, per diventare un professionista eccellente, è necessaria l’acquisizione di una serie di competenze e abilità: vediamo nel prossimo paragrafo quali sono nel dettaglio.

Che competenze ha?

Se vuoi scoprire come diventare dirigente d’azienda, sicuramente vorrai conoscere tutte le competenze e le abilità che questo professionista deve avere. Beh, accanto alle conoscenze e alle abilità tecniche, il dirigente aziendale deve possedere una serie di soft skills, necessarie per svolgere con successo il suo lavoro.

Parlando delle abilità tecniche, sicuramente il dirigente dovrà conoscere:

  • Economia aziendale
  • Amministrazione e finanza
  • Budgeting
  • Organizzazione d’impresa
  • Marketing
  • Sales
  • Gestione risorse umane
  • Diritto commerciale

Completa il quadro anche la conoscenza della lingua inglese, fondamentale per adattarsi alle richieste del mercato.

Molto interessanti anche le competenze trasversali del dirigente, che possono essere riassunte in:

  • Leadership, fondamentale per far sì che il team di lavoro si fidi di te e riesca a lavorare in sinergia per il raggiungimento degli obiettivi aziendali;
  • Creatività e inventiva, due doti importanti nella gestione dei processi aziendali, ma anche nella risoluzione dei problemi;
  • Gestione dello stress: come abbiamo detto, il direttore porta sulle proprie spalle molte responsabilità. Dalle sue decisioni dipendono le sorti dell’azienda. Gestire lo stress e non lasciarsi sopraffare da questo è un requisito imprescindibile per chi assume posizioni di controllo;
  • Capacità di lavorare in team e anche di coordinarlo, affinché ci sia coesione e armonia tra i membri;
  • Flessibilità e autonomia;
  • Abilità comunicative, utili sia all’interno dell’organizzazione, sia per comunicare con fornitori e clienti.

Quanto guadagna un dirigente?

Sullo stipendio del dirigente d’azienda, possiamo dire che ci sono una serie di variabili da considerare. Per capire quanto guadagna un dirigente, infatti, dovremmo tener conto di una serie di fattori, dalle dimensioni dell’azienda alla tipologia di inquadratura, fino ad arrivare alla seniority.

Solitamente la retribuzione è di livello medio-alta, con stipendi solitamente non inferiori ai 2.500 euro mensili per le realtà più piccole.

Il percorso di studi per diventare dirigente: Laurea Unicusano

Detto questo, come diventare dirigente d’azienda? Investire su una solida formazione è un elemento indispensabile per avere successo in questa professione. Il primo passo da fare è scegliere un corso di laurea in grado di fornirti tutta la formazione di cui hai bisogno:  i corsi di laurea ad indirizzo economico sono la soluzione ideale per approcciarsi a questo mondo.

I nostri corsi di laurea dell’area economica sono:

Il Corso di Laurea in Economia aziendale e Management, di durata triennale, è il primo passo per avviare la tua carriera all’interno di un’azienda. Questo corso di laurea permettere allo studente l’acquisizione di nuove conoscenze e l’approfondimento di reali competenze nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative. Nel corso vengono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali.

Il Corso è perfetto anche per acquisire conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica. La preparazione fornita al laureato in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

Dopo la laurea triennale, potrai approfondire i tuoi studi con una laurea Magistrale in Scienze economiche. Questo percorso di studi permette l’acquisizione di elevate conoscenze per l’analisi e la definizione di politiche economiche e aziendali, riuscendo ad applicare le metodologie della scienza economica e di quella aziendale per analizzare le complessità della società contemporanea e risolvere i problemi economico-sociali in una prospettiva dinamica e globalizzata.

La didattica dei nostri corsi, curata dai massimi esperti del settore, viene erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. L’innovativa modalità di fruizione ti permette di seguire le lezioni da qualunque dispositivo, in qualunque momento, organizzando al meglio la tua giornata. Questa soluzione è l’ideale anche se sei uno studente lavoratore.

I Master

Se desideri una formazione specialistica, la nostra offerta formativa prevede anche una serie di Master legati all’attività dirigenziale.

Ad esempio, Il Master II Livello in MBA – Master of Business Administration è perfetto per  prepararti alla direzione d’impresa, con un percorso formativo orientato allo sviluppo di professionalità altamente specializzate, ed in grado di operare con versatilità e dinamismo nei settori dell’economia, finanza e mercati, general management, marketing, diritto aziendale, nuove tecnologie.

Il Master, della durata di 1500 ore, tratta diversi argomenti relativi al mondo aziendale, dal Marketing al business development. Anche il Master può essere fruito comodamente online.

Su come diventare dirigente d’azienda abbiamo detto proprio tutto, per oggi. Per iscriverti ai nostri corsi di laurea e ai nostri Master e iniziare a progettare il tuo futuro, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

 

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Come mantenere la calma: 7 tecniche infallibili

Sei alla ricerca di consigli su come mantenere la calma? Sei nel posto giusto: anche quando lo stress ti assale e diventa difficile mantenere il controllo, ci sono una serie di tecniche da utilizzare per ritrovare la serenità che meriti.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come controllare la rabbia e gestire al meglio i momenti di pressione, che possono arrivare dopo una giornata difficile dedicata allo studio o al lavoro.

Possono capitare spesso periodi in cui ti senti particolarmente stressato. Sentimenti negativi come la frustrazione, la rabbia e la tristezza ti assalgono, rischiando di inebriarti e di inibire la tua capacità di ragionamento. Allo stesso tempo, senti che per pensare chiaramente, hai bisogno di mantenere la calma.

Per non reagire in modo eccessivo o prendere la decisione sbagliata, è fondamentale abbassare l’emotività e agire con lucidità, superando il momento di sconforto.  Vediamo ora quali sono le tecniche e gli approcci da provare per imparare a gestire la rabbia.

Ecco come controllare la rabbia e ritrovare la serenità

La capacità di gestire le tue emozioni e, in particolare, di mantenere la calma sotto pressione ha un impatto diretto sulle tue performance e sulla tua produttività. Essere in grado di non lasciarsi offuscare la mente dalle sensazioni negative è importante per mantenere il controllo delle tue decisioni.

Vediamo ora i 7 passi da fare per gestire la rabbia e l’emotività.

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1 – Cambia prospettiva

Il primo passo da fare per capire come mantenere la rabbia è quello di cambiare punto di vista. Tutto ciò che ti rende nervoso potrebbe non dipendere da te: ciò che dipende da te è la tua reazione e il modo in cui la vivi. Analizza la tua reazione e, se diventa tossica, impegnati a modificarla.

Se sei invischiato in una discussione oppure hai delle cose in sospeso, chiediti:

  • Cosa potrei pensare e come mi potrei sentire se fossi nei suoi panni? Questo può aiutarti a passare dalle emozioni negative all’empatia e alla comprensione. Se sei nel pieno di un dibattito, prova a immedesimarti nell’altra persona: questo ti aiuterà sia a calmarti, sia a trovare una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti;
  • Potrei riuscirci tra un mese? Tra sei mesi? Tra un anno? Se c’è qualcosa che ti fa innervosire, chiediti se semplicemente hai bisogno di più tempo per portarla a termine con successo. Riflettendoci meglio, potresti anche renderti conto che quella cosa non è così importante per te. In questo modo potrai concentrare il tuo tempo e le tue energie su ciò che conta veramente.

2 – Non pretendere la perfezione

Controllare la rabbia e la frustrazione è impossibile senza accettare di non essere perfetto. La perfezione non esiste, quindi non affannarti nel raggiungerla.

Ogni tanto cerca di perdonarti e pensa sempre ad un margine d’errore per ogni cosa che fai: potrebbero succedere molte cose che non puoi controllare.

Avere dei pensieri positivi ti aiuta ad abbattere lo stress, focalizzando l’attenzione del tuo cervello su qualcosa che è completamente privo di negatività. Aspirare alla perfezione, alla lunga, diventa frustrante e ti impedisce di pensare positivo. Quando il tuo umore è pessimo, pensare positivo è più difficile: prova a fermarti un attimo, rilassati e pensa a tutte le cose per cui dovresti dirti “grazie”. Vedrai che ti aiuterà.

3 – Respira

La prossima volta che ti trovi in ​​una situazione stressante che ti fa perdere la calma, interrompi quello che stai facendo per un minuto e respira. La respirazione è importante per calmare la rabbia ed è uno strumento potentissimo per aiutarti a ritrovare la serenità.

Ecco i passaggi da fare:

  • Fai 5 respiri molto profondi
  • Immagina che il tuo stress  lasci il tuo corpo ad ogni espirazione
  • Cerca di sorridere. È piuttosto difficile rimanere scontroso con un sorriso sciocco sul viso
  • Ripeti questi passaggi ogni volta che senti che lo stress si sta impadronendo di te

La meditazione è un ottimo esercizio per imparare la respirazione: se lo desideri, sperimenta queste tecniche per almeno un quarto d’ora al giorno. Il tuo umore ti ringrazierà. Se vuoi immergerti nella meditazione, leggi questo articolo su come iniziare a meditare.

4 – Datti dei limiti

Per capire come mantenere la calma, dovrai imparare a darti dei limiti. Che significa? Spesso tendiamo a sovraccaricarci di impegni, riducendo le realistiche possibilità di riuscire a raggiungere i nostri obiettivi. Semplicemente stiamo chiedendo troppo a noi stessi, fissando dei traguardi irrealistici.

Questo, alla lunga, ti provoca stress, ansia e frustrazione, unite ad un senso di inadeguatezza difficili da sopportare. La soluzione? Datti dei limiti: lavora su obiettivi raggiungibili ed evita di spingere troppo sull’acceleratore, per evitare di sentirti schiacciato. Alcuni limiti potrebbero essere:

  • Un orario di inizio e di fine per la giornata di lavoro o di studio: potrebbe essere, ad esempio, dalle 9 alle 18
  • Pause ogni due ore: una pausa di almeno un quarto d’ora ogni due ore aiuta a rilassarsi e a recuperare le energie, soprattutto in situazioni particolarmente stressanti. Per riuscirci, metti una sveglia e imponiti di riposare
  • Nessun lavoro nei fine settimana: il sabato e la domenica, regalati un po’ di svago. Fermarsi fa bene anche allo studio o al lavoro. Spegni il computer e evita di controllare la casella di posta professionale, rispondi solo alle comunicazioni urgenti. Per il resto, c’è il lunedì.

5 – Fai esercizio fisico

Uno dei modi migliori per controllare la rabbia è…sfogarla. Come? Attraverso l’esercizio fisico: fare sport aiuta a focalizzarsi su se stessi e ad allontanare lo stress, grazie alla produzione di serotonina. Una buona passeggiata ti aiuta ad abbattere i livelli di cortisolo e a recuperare la serenità.

Dunque, per essere meno stressato e più produttivo, gli allenamenti ad alta intensità sono particolarmente indicati. Se hai una vita frenetica, sono perfetti perché non ti toglieranno molto del tuo tempo, ma ti daranno grandi benefici.

6 – Ascolta musica

La musica è un perfetto rilassante. Quando i tuoi nervi sono particolarmente tesi, un po’ di musica può aiutarti a mantenere la calma.

Infatti, la musica può cambiare istantaneamente il tuo stato d’animo: se lavori o studi,  puoi ascoltare musica rilassante o suoni naturali in sottofondo. Quando lavori in un ambiente in cui non è possibile ascoltare musica di sottofondo, fai una breve pausa per ascoltare un brano che ti rilassa.

7 – Ascolta te stesso

Quando avverti i segnali di un particolare momento di stress e frustrazione, non ignorarli ma ascoltali. Capire come mantenere la calma vuol dire anche saper ascoltare te stesso e le tue necessità. Se senti di avere più problemi del solito con il controllo dei nervi in ​​diverse situazioni e sei davvero frustrato in generale e privo di energia, stacca e prenditi del tempo per te.

Fai un passo indietro prima di correre troppo avanti. Pianifica con cura il tuo tempo e fissa dei momenti di inattività per prenderti cura di te stesso. Trascorri una serata a letto a guardare i tuoi programmi TV o film preferiti. Fai un viaggio durante il weekend, leggi un libro, esci con gli amici. Distraiti: per ritrovare te stesso, a volte, basta davvero poco.

Su come mantenere la calma in momenti di stress abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che sperimentare i nostri consigli e ritrovare l’energia per dedicarti allo studio e raggiungere i tuoi obiettivi.

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App per segnare libri (e non solo): le risorse da scaricare per gli amanti della lettura

Sei un amante della lettura? Beh, se anche tu fai parte della grande famiglia dei “booklovers”, sicuramente sarai curioso di conoscere le migliori risorse digitali da scaricare per coltivare questa tua grande passione. In particolare, se leggi molto, avrai la necessità di appuntare in una sorta di archivio tutti i libri letti e di ricercare nuovi titoli da aggiungere alla tua libreria.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti parleremo delle migliori app per lettori accaniti: qui troverai tutte le risorse da provare per ottimizzare le tue letture, dalle app per cercare nuovi titoli alle app per segnare i libri letti. 

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco tutte le app per gli amanti dei libri da scaricare subito

Che sia cartaceo o digitale, il libro non perde mai il suo fascino. Se la tua passione è quella della lettura, abbiamo le risorse giuste per te: siediti, mettiti comodo e gustati questa guida.

LEGGI ANCHERiviste di economia: le migliori da leggere

App per segnare i libri e catalogarli

Apriamo la nostra guida con una risorsa perfetta per segnare i libri letti e da leggere e catalogarli: Goodreads. Si tratta di una sorta di social network dove chiunque, registrandosi, può condividere con la community i libri letti e quelli ancora da leggere.

Su Goodreads potrai anche condividere (e leggere) recensioni, commenti, votazioni, creare gruppi di discussione e molto altro.

Tra le altre app per segnare libri:

  • LibraryThing: applicazione web perfetta per catalogare i libri. Come fare? Ti basterà aggiungere libri cercandoli o scansionando il loro codice a barre ISBN con la fotocamera;
  • Libib: ottima app per catalogare la tua libreria domestica, ma anche film, musica e videogiochi.

Tuttavia, se prediligi metodi più tradizionali per realizzare una perfetta lista d’attesa dei libri da leggere, puoi utilizzare un file Excel oppure semplicemente carta e penna. Sicuramente le app rappresentano un valido aiuto per avere sempre a portata di smartphone tutto ciò di cui hai bisogno per soddisfare la tua sete di lettura.

App per trovare nuovi libri

Se sei sempre a caccia di nuovi titoli per arricchire la tua libreria, ti faranno sicuramente comodo tutte quelle app che ti aiutano a scegliere il libro adatto per te a seconda dei tuoi interessi.

Tra queste app, citiamo sicuramente Wattpad: si tratta di una sorta di biblioteca universale che ti consente di seguire scrittori che pubblicano i loro lavori in serie, caricando un capitolo alla volta. Per avere sempre le notifiche quando i tuoi scrittori preferiti pubblicano un nuovo capitolo, ti basterà seguirli. Wattpad offre anche interessanti possibilità di interazione: avrai infatti possibilità di lasciare commenti e rispondere agli altri lettori.

Un’altra app per ricercare libri è BOOKtoBOOK. L’applicazione è utile per rimanere sempre informati sulle ultime uscite in libreria e sulle classifiche di vendita, oltre a ricevere consigli sui libri da acquistare. Potrai accedere ad un enorme database di centinaia di libri, classificati in base al luogo, al mood o ai temi trattati.

Se desideri accedere ad un folto database di libri (e se parli fluentemente l’inglese), una risorsa gratuita e preziosissima è MyBooks: grazie a questa applicazione, potrai accedere ad oltre 51.305 libri gratuiti di vario genere, da scaricare illimitatamente e da leggere online e offline. In MyBooks potrai creare la tua libreria personale, valutare i libri, scrivere recensioni e accedere anche ad un patrimonio di oltre 5.000 audiolibri.

Un altro buon metodo per trovare nuovi libri da leggere è quello di consultare i siti web delle grandi librerie, oppure dei negozi online come Amazon. Su Amazon, inoltre, potrai creare una vera e propria wishlist inserendo i titoli che vorresti acquistare. La wishlist è anche condivisibile con altre persone: una buona idea per proporre agli amici qualche spunto per il tuo regalo di compleanno, vero?

App per trovare l’ambientazione dei tuoi libri preferiti

Abbiamo parlato di app per segnare i libri, per catalogarli e per trovarli. Passiamo ora ad un’applicazione particolarissima: CityTeller. Si tratta di un’app gratuita che ti racconta un romanzo attraverso le sue strade e i suoi luoghi più rappresentativi.

Abbracciando il concetto di storytelling, CityTeller agisce come una guida turistica letteraria, che ti porta a conoscere le città attraverso le parole dei grandi scrittori e a conoscere i luoghi dei libri.

App per leggere libri

Se ami leggere attraverso piattaforme digitali, abbiamo qualche consiglio per te sulle app per leggere libri gratis o a pagamento che dovresti assolutamente provare.

La prima app che ti menzioniamo è Kindle, l’App di Amazon per leggere libri. Una volta scaricata l’applicazione e creato il tuo account, potrai accedere a centinaia di titoli a pagamento, ma anche gratis. Per cercare quelli gratis dovrai cliccare su “Negozio” e poi cercare la parola “gratis”: qui potrai visionare tutti i titoli accessibili gratuitamente, tra cui capolavori scritti da grandi autori.

Proseguiamo con Aldico Book Reader, app perfetta per leggere libri su un dispositivo Android. Il punto forte dell’applicazione? Beh, sicuramente l’ampio catalogo di libri digitali: all’interno del catalogo multilingue (francese, inglese, spagnolo, italiano e tedesco) della libreria Feedbooks troverai best-sellers, le ultime novità e i libri gratuiti di dominio pubblico.

Anche ReadEra è un’ottima risorsa per leggere libri e documenti, totalmente gratuita. Tra le cose che puoi fare con questa app:

  • Leggere file nei formati EPUB, PDF, DOC, DOCX, RTF, TXT, DJVU, FB2, MOBI e CHM
  • Supportare capitoli, segnalibri, stili di impaginazioni
  • Salvare automaticamente la posizione di lettura
  • Trovare automaticamente e mostrare in un elenco tutti i documenti supportati nel dispositivo

Se ami leggere ma hai poco tempo, gli audiolibri potrebbero essere il giusto compromesso. A tal proposito, ti consigliamo l’app Audiobook & Audiolibri di Audible. Questa applicazione ti permette di accedere ad un ampio catalogo con oltre 12.000 titoli, da ascoltare in qualunque momento. Tra le caratteristiche principali dell’app:

  • Download e ascolto offline i tuoi titoli sul tuo smartphone o tablet
  • Ascolto disponibile già in fase di download
  • Navigazione veloce tra i capitoli, scelta della velocità di narrazione e possibilità di aggiungere segnalibri
  • Guadagnare badge in base alle tue attività di ascolto
  • Attivare notifiche sulle novità e le nuove uscite

App per recensioni dei libri

Se stai cercando opinioni sui libri che vorresti leggere, non c’è posto migliore di Litsy: si tratta di una sorta di spazio virtuale per condividere e scoprire i tuoi libri preferiti. Il valore aggiunto dell’app è la folta community da cui è alimentata, che crea messaggi brevi sui loro “momenti di lettura”, raccogliendo opinioni e consigli.

Anche il già citato Goodreads è un ottimo strumento per trovare informazioni sui libri e leggere recensioni. In realtà, se cerchi opinioni sui libri, puoi trovarle anche su Amazon ricercando nel motore apposito il titolo del libro che vorresti acquistare. Troverai una valutazione dell’utente su una scala che va da 0 a 5 stelline, più un commento articolato.

Sulle app per segnare libri, per leggere e catalogare i tuoi capolavori abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che provarle tutte e dedicare il tuo tempo libero alla tua più grande passione.

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Come fare un video di presentazione personale: cosa fare (e cosa evitare)

Ti stai chiedendo come fare un video di presentazione personale da inserire in una presentazione o allegare ad un curriculum vitae?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come fare una videopresentazione efficace, utilizzando strumenti semplici e veloci adatti anche a chi non ha grande padronanza con l’utilizzo dei programmi per PC.

Ogni giorno, in tutto il mondo, vengono viste centinaia di milioni di ore di video su YouTube. Un’ora di nuovi video vengono caricati su YouTube ogni secondo. Cosa ci dicono questi dati? Che il trend di crescita del video è esponenziale e che le persone amano guardare video. Perché non realizzare un formato di presentazione diverso dal solito e capace di coinvolgere?

Ecco tutto quello che devi sapere per registrare un video da allegare come presentazione.

Come si realizza una presentazione video perfetta

Stai pensando di realizzare un video di presentazione personale per arricchire il tuo CV e mostrare chi sei? Vediamo subito tutti i consigli da mettere in pratica per fare un video perfetto anche se sei alle prime armi.

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Cos’è un video CV?

Per capire come fare un video di presentazione personale, partiamo dalle basi e diamo una definizione di video CV.

Un curriculum video, contrariamente a ciò che potresti pensare, non è un elenco dei tuoi successi e della tua storia professionale. O almeno, non solo.

Si tratta di un breve video che ha l’obiettivo di presentare le tue capacità e le tue potenzialità, dandoti la possibilità di differenziarti agli occhi del tuo pubblico, sia esso composto da selezionatori o datori di lavoro.

La creazione di un video personalizzato ti dà la possibilità di fare un’ottima prima impressione, puntando su qualcosa di alternativo ben lontano da un classico curriculum vitae.

Ad oggi, candidarsi per un lavoro con una videopresentazione viene visto ancora come qualcosa di avanguardistico. Sicuramente la creatività è una dote importante per un professionista, così come la voglia di mettersi in gioco e di trasmettere qualcosa in più. Un buon consiglio, prima di registrare una videopresentazione per un’azienda, è quella di indagare sul suo conto. Scopri di più sulla cultura e sulle loro aspettative: sono più tradizionali o abbracciano le nuove tecnologie? Stai facendo domanda per un posto di lavoro in un campo creativo?

Sulla base di queste risposte, valuta la possibilità di inoltrare la candidatura video.

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3 elementi di successo per una presentazione video

Per capire come fare un video di presentazione efficace, dovrai sicuramente identificare gli aspetti da enfatizzare per catturare l’attenzione di chi guarda.

Contrariamente ad un CV scritto, che ha una struttura rigida e richiede specifiche informazioni, un CV video è ben lontano da questa impostazione. Come abbiamo detto, la videopresentazione non ha l’obiettivo di raccontare passo dopo passo le tue esperienze, ma serve per mettere al centro la tua personalità, i tuoi obiettivi, le tue aspirazioni.

Iniziamo col dire che non esistono regole prestabilite per preparare questa tipologia di video. Ci sono però degli accorgimenti importanti da seguire per fare la differenza.

Vediamo i 3 elementi per una presentazione video di successo:

  1. La durata breve: da scongiurare una durata eccessiva del video. Considera che, mediamente, le persone non mantengono l’attenzione per molto tempo. Secondo le statistiche, i video più visti su YouTube sono quelli che durano circa un minuto. Detto ciò, possiamo dire che una buona videopresentazione dura tra 60 e 120 secondi. In questa manciata di secondi, presentati con naturalezza e spiega allo spettatore perché sei la persona che stanno cercando per risolvere un problema;
  2. Il linguaggio del corpo: molto spesso, quello che non dici vale più delle stesse parole. Presta particolare attenzione al linguaggio del corpo, perché la tua postura, i tuoi gesti, il tono della tua voce sono elementi che dicono molto di te. Cerca di mantenere il contatto visivo con la fotocamera e di lanciare segnali di apertura. Un sorriso, le braccia aperte e una voce chiara sono fondamentali per catturare l’attenzione e creare empatia. Evita le braccia conserte e rimani dritto con la schiena e le spalle, per non assumere una postura di “chiusura”. Per quanto riguarda l’abbigliamento, scegli qualcosa con cui ti senti a tuo agio e valuta anche l’utilizzo che devi fare del video. Se ti serve per candidarti per un lavoro come manager, magari opta per una giacca e cravatta o qualcosa, in generale, di più classico. Se ti stai candidando per un lavoro creativo o, semplicemente, hai bisogno di comunicare chi sei ad una platea, scegli qualcosa di meno formale;
  3. L’impostazione del video: per fare bella figura con una presentazione video non servono grandi risorse. In realtà, secondo alcune ricerche, eccetto i video musicali o programmi televisivi altamente stilizzati, le persone su Facebook, Instagram e YouTube preferiscono video più autentici e realistici. Che significa? Che non dovrai ingaggiare un team di specialisti per realizzare il video. Ti basta il tuo telefono o una buona videocamera per girare un buon video.

3 errori da evitare in un video di presentazione

Per imparare come fare un video di presentazione personale, abbiamo già dato i nostri tre consigli. Ma quali sono, invece, i tre errori più frequenti da cui tenersi alla larga?

  • Ambiente disordinato: girare il video in un ambiente poco curato è un errore molto frequente e facilmente evitabile. Abbiamo detto che la spontaneità e anche la capacità di creare qualcosa di autentico sono caratteristiche molto apprezzate, ma da non confondere con il disordine. Gira il video in un ambiente particolarmente caro per te o, se vuoi andare sul classico, scegli uno sfondo neutro. Evita i posti particolarmente affollati e rumorosi;
  • Lettura del discorso: altro errore classico quando si registra un video CV è quello di leggere il testo del discorso. Questo inficia molto sulla spontaneità del video, che serve a far vedere chi sei e, dunque, non servono particolari tracce da seguire. Se non ti senti sicuro di procedere “a braccio”, puoi fare una scaletta delle cose da dire, studiarle e poi girare il video;
  • Bugie: le bugie, si sa, hanno sempre le gambe corte. Nella tua presentazione dovrai enfatizzare le tue qualità e le tue conoscenze, ma questo non significa assolutamente che dovrai mentire. L’onestà paga sempre, soprattutto perché stiamo parlando di te, della tua presentazione, della tua reputazione. Sii te stesso e non registrare un video di cui, in futuro, potresti pentirti (anche perché, se intendi pubblicarlo su un social media, questo errore potrebbe perseguitarti). Metti in luce i tuoi punti di forza e non ripetere nel video il tuo CV: dai spazio alla tua personalità, alle tue passioni, ai tuoi obiettivi professionali.

Su come fare un video di presentazione personale per lavoro abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che girare il tuo video e iniziare subito a catturare l’attenzione del tuo pubblico.

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Che cos’è l’accisa sui carburanti e da cosa è dato il costo della benzina

L’accisa sui carburanti è un tema molto dibattuto sia in scienze delle finanze, che nell’opinione pubblica. Quando parliamo di accisa facciamo riferimento ad un’imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Nella maggior parte dei Paesi, il prezzo dei carburanti è gravato da accisa, specialmente nei paesi non produttori. Anche l’Italia, come saprai, è soggetta a questa imposta.

Ma come funzionano le accise sulla benzina, cosa sono e qual è il loro valore? In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Reggio Emilia ti risponderemo proprio a queste domande, per capire il meccanismo di questa imposta e la sua rilevanza nel mondo accademico. Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere sulle accise sulla benzina in Italia

Abbiamo detto che l’accisa sul carburante è un’imposta che ha una certa rilevanza nella scienza delle finanze, materia che studia e approfondisce tematiche correlate a questo. Se sei uno studente di economia o vorresti diventarlo, questa guida ti aiuterà a fare chiarezza su questo tema. Non ti resta che dedicarti alla lettura.

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Cosa sono le accise?

Apriamo questa guida con una definizione di quella che, comunemente, chiamiamo “tassa sulla benzina” ma che, in realtà, è proprio l’accisa. L’accisa è una imposta indiretta sulla fabbricazione o sulla vendita di alcune specifiche categorie di prodotti.

Non esiste dunque solamente l’accisa sul carburante: questa tipologia di imposta indiretta si applica a prodotti di vario genere come il tabacco, gli alcolici, il carbone, il gas.

Questa tipologia di imposta viene pagata solamente da chi usufruisce di quel determinato bene, in proporzione alla quantità acquistata. Nel momento in cui sono state introdotte in Italia, le accise si pagavano per voci specifiche; dal 1995 si tratta di una voce unica di  entrata per lo Stato e dal 2013 è stata inserita come misura strutturale dalla legge di stabilità di quell’anno.

L’accisa in Italia

Come abbiamo detto, l’accisa sul carburante non è l’unica ad esistere sul territorio nazionale. Ad oggi sono soggetti ad accisa oli minerali e derivati, alcool e bevande alcoliche, fiammiferi, tabacchi lavorati, energia elettrica, gas metano, oli lubrificanti.

Le cause dell’accisa sulla benzina e sui carburanti in genere sono state attribuite, nel tempo, a emergenze di cassa dello Stato, la volontà di limitare le importazioni e la necessità da parte del Governo di limitare i danni da inquinamento dell’utilizzo di queste sostanze (green tax).

Il valore dell’accisa sul carburante varia a seconda dell’uso che l’acquirente intende farne: in generale maggiore per il trasporto, minore per il riscaldamento. Facendo riferimento al carburante per l’autotrazione, da quando sono state introdotte le accise sono state menzionate diverse motivazioni, comprese emergenze provocate da eventi naturali e non.

Come abbiamo detto, dal 1995, le accise sono state inglobate in una unica accisa indifferenziata e senza più riferimenti alle originali motivazioni. Per farti capire di cosa stiamo parlando, le accise erano:

  • 1,90 lire (0,000981 euro) per il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • 14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
  • 99 lire (0,0511 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • 75 lire (0,0387 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
  • 0,02 euro per far fronte ai terremoti dell’Emilia del 2012.

Studiare scienze delle finanze: i corsi di laurea economici Unicusano

L’accisa sulla benzina fa capo ad una branca di studio particolare che è la scienza delle finanze. Si tratta di quella branca dell”economia che studia l’attività finanziaria pubblica.

Si definisce attività finanziaria pubblica quell’attività svolta dallo Stato e dagli enti pubblici per acquisire, gestire e impiegare i mezzi occorrenti per soddisfare i fini di pubblico interesse. Parliamo dunque nella gestione dei mezzi finanziari che affluiscono alla pubblica amministrazione (entrate pubbliche) e che vengono da essa erogati per il conseguimento delle finalità programmate (spese pubbliche).

La scienza delle finanze non si occupa solamente delle accise sul carburante, ma anche di varie imposte sui redditi delle persone fisiche e giuridiche, sui consumi (IVA), su specifiche produzioni di beni e servizi. Queste imposte chiaramente hanno un peso sull’economia sia sul piano macroeconomico, agendo su variabili macroeconomiche quali consumi, risparmi e investimenti, sia dal punto di vista microeconomico, modificando le scelte individuali.

Come fare per studiare scienza delle finanze e diventare un professionista nel campo economico-finanziario? I corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano rappresentano la soluzione ideale per te. Questi corsi sono, nello specifico:

Parliamo ora delle caratteristiche di ciascun corso di laurea.

Corso di Laurea in economia aziendale e management

Il primo passo da compiere per apprendere tutte le conoscenze che ti servono per diventare un professionista nel ramo economico-finanziario è il corso di laurea triennale in economia aziendale e management.

Questo corso di laurea permette allo studente di acquisire di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica. La preparazione fornita al laureato in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

La didattica di questo corso di laurea comprende l’insegnamento di diverse discipline; il tutto viene erogato online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Gli sbocchi lavorativi sono molteplici e tra questi possiamo menzionare:

  • Contabili
  • Economi e tesorieri
  • Amministratore di stabili e condomini
  • Tecnici dell’organizzazione e della gestione dei fattori produttivi
  • Tecnici della gestione finanziaria
  • Tecnici del lavoro bancario
  • Agenti di borsa e cambio, tecnici dell’intermediazione titoli e professioni assimilate

Corso di laurea in scienze economiche

Dopo il corso di laurea triennale potrai proseguire i tuoi studi con il corso di laurea magistrale in scienze economiche. Il corso di laurea prevede l’acquisizione di elevate conoscenze per l’analisi e la definizione di politiche economiche e aziendali, riuscendo ad applicare le metodologie della scienza economica e di quella aziendale per analizzare le complessità della società contemporanea e risolvere i problemi economico-sociali in una prospettiva dinamica e globalizzata. Completano la formazione l’acquisizione di una elevata padronanza degli strumenti statistici e dei principi e istituti dell’ordinamento giuridico.

Su cosa sono le accise sul carburante e come studiare scienza delle finanze abbiamo detto tutto, per oggi: se ti affascina questo mondo e desideri trasformare la tua passione in una professione, iscriviti ai nostri corsi di laurea. Per iscriverti, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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I 5 passi per scrivere la tesi velocemente (e con successo)

Scrivere la tesi velocemente e raggiungere il successo è il sogno di tutti gli studenti universitari. La scrittura della tesi è una fase delicata e decisiva del tuo percorso accademico: questo momento rappresenta la chiusura di un ciclo e l’inizio della tua nuova avventura nel mondo del lavoro.

Per scrivere una tesi in poco tempo c’è bisogno di organizzazione e pianificazione: è impensabile pensare di costruire un documento così complesso in una settimana. Tuttavia, ci sono una serie di accorgimenti che, se messi in pratica, ti permettono di risparmiare moltissimo tempo e scrivere la tesi senza avere lo spettro della consegna imminente alla Commissione.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti diremo quali sono i 5 passi per scrivere la tesi di laurea triennale o magistrale in poco tempo, organizzando il lavoro e gestendo in piena tranquillità le scadenze. Non preoccuparti, non vogliamo assolutamente che la velocità pregiudichi la qualità: la tesi è importantissima e deve essere un documento che racchiude valore, quindi ti spiegheremo in che modo tagliare i tempi morti ed essere più efficiente.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Quello che devi sapere per scrivere la tua tesi in poco tempo

La tesi di laurea è il documento più importante per la carriera accademica di uno studente: è proprio attraverso la discussione della tesi che si conquista il tanto atteso titolo di Dottore e si conclude il ciclo di studi.

Come potrai immaginare, scrivere questo tipo di elaborato richiede molta dedizione e duro lavoro, insieme alla conoscenza del campo di studio. La maggior parte degli studenti ha difficoltà a scrivere una tesi: ci si può trovare a fronteggiare il blocco dello scrittore, oppure può capitare di avere poco tempo a disposizione. Ecco i 5 suggerimenti da mettere in pratica per scrivere una tesi velocemente.

LEGGI ANCHE – Come svuotare la mente e ridurre lo stress: ecco i consigli per riuscirci

1 – Pianifica ogni fase della scrittura

Per abbattere i tempi di scrittura della tesi, la parola d’ordine è organizzazione. Pianificare ogni fase di sviluppo del tuo lavoro è fondamentale per diverse ragioni:

  • Avere un calendario di avanzamento lavori ti aiuterà non solo a consegnare la tesi per tempo, ma anche ad organizzare tutte le tue altre attività oltre alla tesi;
  • Sapere ogni giorno quello che devi fare eviterà di farti perdere tempo nell’organizzazione quotidiana e ti permetterà di rimanere concentrato;
  • Capire quali sono i tuoi impegni e vederli nero su bianco ti aiuterà ad essere più responsabile e a rispettare tutte le fasi di avanzamento lavori.

Detto questo, avrai capito quanto è importante organizzare il lavoro per scrivere una tesi velocemente. Se ti stai chiedendo quanto tempo ci vuole per scrivere una tesi in giurisprudenza o in qualunque altra disciplina, sappi che non esiste una risposta standard: dipende da tanti fattori, primo fra tutti la tua capacità di organizzarti.

Come fare per pianificare ogni fase del lavoro?

  • Prendi un calendario e un planner;
  • Analizza le tue realistiche possibilità di riuscire a scrivere la tesi e chiediti quanto tempo potresti dedicare a questa task;
  • Supponiamo tu abbia da dedicare alla stesura della tesi tre ore. Decidi in che modo gestire il tempo, se lavorare 3 ore la mattina o di spezzare la giornata.

Per ora fermati qui, ma lascia uno spazio vuoto per arricchire il planning con altre informazioni: ti spiegheremo tutto nei prossimi paragrafi.

2 – Analizza la bibliografia con largo anticipo

Se la tua ambizione è di scrivere una tesi velocemente, sappi che dovrai conoscere davvero bene la tematica che affronterai nel tuo lavoro.

La conoscenza dell’argomento è un punto importante per ogni studente: per approfondire questo aspetto, è bene che inizi a lavorare ad una bibliografia di massima con largo anticipo.

Dovrai, infatti, leggere ed esaminare il carico di carte pertinenti in modo da poter capire qual è la letteratura che è stata prodotta fino ad allora su quel tema, quali domande devono ancora essere risolte e in che modo la ricerca potrebbe contribuire all’arricchimento della conoscenza su quella tematica.

Proprio per questo, la bibliografia è fondamentale perché ti permette di avere una mappatura delle risorse da consultare e rappresenta una vera e propria guida per la consultazione del materiale.

Avere con anticipo una bibliografia ti permetterà di avere più tempo per consultare il materiale e anche per reperirlo in libreria o nelle biblioteche della tua città. Sicuramente il tuo relatore saprà indirizzarti al meglio e fornirti informazioni utili per costruire la tua bibliografia.

Una volta che hai avuto accesso alla bibliografia e l’hai organizzata in una lista, suddividi ciascun libro da consultare in capitoli e integra il tutto nel planning che hai già stilato in precedenza, indicando quello che devi studiare ogni giorno.

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3 – Fissa degli obiettivi

Se vuoi scrivere la tesi velocemente, non c’è cosa migliore che fissare degli obiettivi. Questi andranno inseriti nel tuo planning iniziale e indicheranno esattamente quello che farai in quella determinata giornata.

Come si fissa un obiettivo? Sicuramente deve essere realistico: non darti obiettivi impossibili, ma punta a piccoli traguardi così da poterli facilmente raggiungere e superare.

Uno studente deve avere idee su ciò che ciascuno dei suoi capitoli dovrebbe includere. Per questo è utile stabilire una scadenza per la scrittura di ogni capitolo. Dovrai essere particolarmente rigido su questo punto: se perdi tempo, la tesi si prolunga inutilmente.

Questo lasso di tempo può essere discusso con il tuo relatore in modo che possa aiutarti a fissare il tempo limite di consegna e sappia quando aspettarsi un capitolo.

Come ti abbiamo detto, per avviare con successo questo processo e non rimanere bloccato ti consigliamo di darti dei piccoli obiettivi giornalieri: ad esempio, potresti decidere di iniziare con 1000 parole al giorno, purché ti impegni seriamente a rispettare il calendario.

4 – Scrivi sempre i tuoi metodi di lavoro

Se scrivi una tesi di ricerca, sicuramente dovrai dedicare un capitolo al metodo che hai utilizzato per la tua indagine. Ebbene, questo capitolo potrebbe essere scritto molto velocemente se avessi a disposizione delle trascrizioni che illustrano nel dettaglio il tuo approccio e il tuo metodo di lavoro.

Ogni volta che ti cimenti in un nuovo progetto, è buona prassi scrivere il metodo che applichi per trovare delle risposte. Quel metodo e quell’impostazione di lavoro possono essere adattati al contesto e, quindi, inseriti nella tua tesi con facilità.

Prendi l’abitudine di scrivere i tuoi metodi di lavoro, perché ti saranno sempre utili sia per integrarli in nuovi lavori, sia per perfezionarli. In questo modo risparmierai tempo e ti ritroverai il capitolo sul metodo praticamente già scritto.

5 – Scegli un luogo perfetto per lavorare

Scrivere una tesi velocemente presuppone un ambiente di lavoro silenzioso, confortevole e, soprattutto, a riparo dalle distrazioni.

Perdere la concentrazione ti farà perdere tempo e ti renderà inefficiente: scrivi la tua tesi alla larga da distrazioni come i social media o le notifiche del cellulare. Metti vicino a te tutto il materiale di cui hai bisogno per lavorare. Se hai bisogno di libri, una buona soluzione è scrivere la tesi in biblioteca, per avere a disposizione tutto ciò di cui hai necessità.

Su come scrivere una tesi velocemente abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che lanciarti nella stesura del tuo lavoro seguendo questi 5 passi che ti porteranno verso un lavoro di successo.

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Film su Napoleone Bonaparte: ecco i più belli da vedere

Curioso di scoprire quali sono i film su Napoleone più belli da vedere?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Reggio Emilia ti sveleremo quali sono le migliori pellicole che raccontano la storia e le gesta di uno dei più grandi protagonisti della storia moderna: Napoleone Bonaparte.

Quando parliamo di storia della Francia non possiamo non pensare ad un personaggio come Napoleone: non siamo affatto sorpresi che una personalità così influente e intrigante abbia ispirato il cinema sin dai suoi inizi.

Dalla conquista della Francia all’esilio, passando per le battaglie, la vita del condottiero ha lasciato davvero una traccia in tutto il continente. Ecco i film su Napoleone che dovresti assolutamente vedere durante le tue pause dallo studio.

I migliori film e documentari su Napoleone Bonaparte

Napoleone è rimasto leggendario ed è stato tra i personaggi più famosi e controversi della storia moderna. Se sei un appassionato di cinema e non vedi l’ora di immergerti nella visione dei migliori film su Napoleone Bonaparte, siediti e continua nella lettura: ti sveleremo le pellicole più belle nei prossimi paragrafi.

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N (Io e Napoleone)

Iniziamo questa raccolta di film su Napoleone in italiano con una pellicola particolare e innovativa, diretta da Paolo Virzì: N (Io e Napoleone). Si tratta di un film del 2006, liberamente ispirato al romanzo N. di Ernesto Ferrero, vincitore del Premio Strega nel 2000, che ricostruisce i giorni dell’esilio elbano di Napoleone attraverso gli occhi del suo bibliotecario.

Il film ha avuto un grande successo di critica ed  è stato riconosciuto come d’interesse culturale nazionale dalla Direzione generale per il cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 9 giugno 2006. Una pellicola da vedere per osservare Napoleone sotto un punto di vista diverso.

Waterloo

Torniamo indietro nel tempo e approdiamo nel 1970, anno in cui il film Waterloo è uscito nelle sale. Il film, diretto da Sergej Fëdorovič Bondarčuk, è ambientato durante il periodo dei cento giorni che, dopo il rientro in Francia di Napoleone, seguito alla sua abdicazione ed al suo breve esilio all’Isola d’Elba, ebbe termine con la sua sconfitta nella battaglia di Waterloo.

Alcuni momenti della pellicola sono particolarmente significativi: parliamo, ad esempio, del ritratto dei personaggi, in particolare di Napoleone e di Wellington, la raffigurazione dei due modelli di esercito che si affrontano sul campo di battaglia, le tecniche militari, il modo con il quale i generali osservano le manovre e decidono le strategie, e le grandiose scene della battaglia. Grazie a queste particolarità, questo film di Napoleone merita senza dubbio di essere visto.

Désirée

Continuiamo la nostra rassegna con Désirée, un film del 1954 diretto da Henry Koster, con protagonista Marlon Brando.

L’intera trama del film è ispirata al romanzo Désirée di Annemarie Selinko, basato sulla storia di Désirée Clary, in un modo però molto romanzato e con episodi anche del tutto inventati.

Il film narra del fidanzamento di Désirée Clary con Napoleone Bonaparte. A seguito della rottura del fidanzamento, le nozze di lei con il generale Jean Baptiste Bernardotte che in seguito diventerà re di Svezia.

L’ostilità di Désirée nei confronti del clima svedese la riporterà a Parigi mettendo in difficoltà il marito ormai in rotta con la Francia. Non ti sveliamo più nulla e ti lasciamo alla vista di questo film.

I duellanti

Veniamo ora ad un film dove Napoleone non è il protagonista, ma che racconta una storia davvero interessante: stiamo parlando de I duellanti, pellicola del 1977 diretta da Ridley Scott.

L’ambientazione della trama è la Strasburgo del 1800: mentre Napoleone è Console, il tenente Gabriel Féraud ferisce gravemente in duello il nipote del sindaco e il gen. Treillard incarica il tenente Armand d’Hubert di notificare al collega gli arresti domiciliari.

D’Hubert adempie al suo compito mentre Féraud si trova nel salotto di Madame de Lionne; ne provoca l’ira e una sfida a duello. Vincitore, Armand si trova invischiato in un codice d’onore che lo vuole o assassino o cadavere. Un film intrigante da vedere tutto d’un fiato.

Monsieur N.

Uno dei film su Napoleone da vedere è Monsieur N., film britannico-francese del 2003 diretto da Antoine de Caunes.

La trama mette in luce la  storia degli ultimi anni della vita dell’imperatore Napoleone (interpretato da Philippe Torreton ), che fu imprigionato dagli inglesi a Sant’Elena. Napoleone mantenne un fedele seguito di ufficiali che lo aiutarono a tracciare la sua fuga, eludendo le attenzioni del maggiore generale Sir Hudson Lowe, il governatore dell’isola.

Un altro film sulla storia del condottiero francese da aggiungere assolutamente alla tua lista.

I vestiti nuovi dell’imperatore

Veniamo ora ad un film molto particolare del 2001 diretto da Alan Taylor e co-prodotto da Italia, Germania e Regno Unito: I vestiti nuovi dell’imperatore. La trama racconta la storia immaginaria di Napoleone Bonaparte successiva all’esilio sull’Isola di Sant’Elena. Anche se ambientato a Parigi, il film è stato in gran parte girato a Torino.

A cena con il diavolo

Continuiamo la nostra rassegna con A cena con il diavolo, un film che vede il suo sviluppo nella Parigi nel 1815.

Dopo la caduta di Napoleone si devono decidere le sorti politiche della Francia. Talleyrand organizza un incontro a cena con Fouché, capo del governo provvisorio. I due sono eterni rivali e giostrano un duello con le parole, i ricordi e la politica. Il primo vuole il salvacondotto per Luigi XVIII, il secondo mantenere il proprio potere. Arriveranno a un’intesa anche se il nascente regime non promette niente di nuovo.

Un ottimo film e una fantastica regia rendono A cena con il diavolo una delle pellicole sulla Francia davvero imperdibili.

Master & Commander – Sfida ai confini del mare

Master & Commander – Sfida ai confini del mare è un film del 2003 ambientato in età napoleonica e diretto da Peter Weir.

Il film è tratto dalla Saga di Aubrey e Maturin, saga letteraria marinaresca d’ambientazione napoleonica di Patrick O’Brian, incentrata sulle avventure del capitano Jack Aubrey e del medico di bordo Stephen Maturin, interpretati rispettivamente da Russell Crowe e Paul Bettany.

Al centro della trama, dunque, il capitano Jack Aubrey che, a bordo della sua “Surprise”, si lancia all’inseguimento della fregata napoleonica “Acheron”, assai più grande e potente, che minaccia le baleniere di Sua Maestà Britannica al largo delle coste del Sudamerica. Ma gli ostacoli da superare sono tanti, l’equipaggio è stato formato in tutta fretta e presto iniziano rivalità e gelosie. Non ti sveliamo altri particolari e ti lasciamo alla vista di questo film, molto amato dal pubblico e dalla critica.

Altri capolavori di ieri da vedere

Chiudiamo questa nostra guida con una lista di film del passato ispirati alle gesta del grande Imperatore francese Napoleone Bonaparte:

  • Amore e guerra, 1975
  • Imperial Venus, 1962
  • Ponte di comando, 1962
  • Napoleone ad Austerlitz, 1960
  • Le avventure del capitano Hornblower, 1951
  • La cittadella degli eroi, 1945
  • Napoleone, 1927

Sui film su Napoleone abbiamo detto tutto per oggi: non ci resta che augurarti buona visione!

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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