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Master in pubblica amministrazione Reggio Emilia: programmi e dettagli

Sei un dipendente pubblico o desideri lavorare negli enti locali o nei ministeri? Acquisisci la giusta formazione con un master in pubblica amministrazione a Reggio Emilia.

L’offerta di corsi post laurea dell’università Nicolò Cusano è molto ampia e include percorsi appositi incentrati sul management sociale, il coordinamento delle professioni sanitarie, il diritto processuale amministrativo, la legge per combattere la corruzione negli enti statali e non solo. Controlla i programmi e scegli il master che risponde esattamente alle tue esigenze formative.

Master in pubblica amministrazione a Reggio Emilia: info e programmi

La formazione post laurea di Unicusano si svolge in modalità e-learning. Non sei tenuto cioè a recarti in ateneo per seguire le lezioni. Il materiale didattico e le lezioni in formato video sono fruibili tramite la piattaforma online dell’università, sempre accessibile 24 ore su 24. Questo significa che puoi conciliare senza problemi il master con gli impegni sia familiari che lavorativi. Alla piattaforma, infatti, puoi accedere in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo.

Unico requisito obbligatorio per l’iscrizione è la laurea. I master di I livello richiedono la laurea triennale, mentre quelli di II livello richiedono la magistrale.

Una volta iscritto, seguirai lezioni e seminari per un totale di 1500 ore e 60 CFU. Tutti i master in pubblica amministrazione a Reggio Emilia hanno una durata annuale e prevedono delle prove intermedie e una prova finale. Al termine del percorso ti viene rilasciato un diploma di master.

Master in gestione del coordinamento nelle professioni sanitarie – corso di I livello

Sei un infermiere o un’ostetrica e ti piacerebbe ampliare le tue conoscenze per assumere un ruolo di coordinamento? Questo master ti offre il percorso di studi perfetto per le tue esigenze. Otterrai, infatti, il giusto bagaglio di conoscenze per assumere il ruolo di coordinatore. Il corso prevede un programma che include materie come:

  • gestione dei servizi sanitari
  • aspetti giuridici della responsabilità nelle professioni sanitarie
  • competenze relazionali nelle professioni sanitarie
  • aspetti etici e medico legali della responsabilità nelle professioni sanitarie

Master in diritto processuale amministrativo – corso di I livello

Master in pubblica amministrazione a Reggio Emilia rivolto ai laureati in giurisprudenza e scienze politiche, agli avvocati, ai giuristi d’impresa, ai magistrati, ai funzionari pubblici e ai consulenti interessati ad approfondire e ampliare le proprie conoscenze in materia di diritto processuale amministrativo. Il corso è articolato in 8 moduli distinti che affrontano diversi argomenti, dalla dinamica processuale alla tutela cautelare del giudice amministrativo, dai riti speciali ai ricorsi amministrativi fino alle impugnazioni nel processo amministrativo.

Master in management sanitario – corso di II livello

Ti piacerebbe avere un ruolo di manager in ambito sanitario? Iscriviti a questo master e riceverai tutti gli strumenti per pianificare, organizzare e dirigere le attività e i professionisti che operano all’interno delle strutture del Servizio Sanitario Locale.

Il programma è molto articolato e affronta il management dal punto di vista legale, pratico e socio-psicologico con moduli incentrati sui seguenti argomenti:

  • psicologia del lavoro e delle organizzazioni – la relazione operatore-paziente nell’area sanitaria
  • diritto pubblico – quadro istituzionale e profili normativi del SSN
  • economia aziendale – bilancio e controllo di gestione nelle aziende sanitarie
  • information technology nelle aziende sanitarie
  • economia e gestione delle imprese – governance e management nelle aziende sanitarie
  • diritto del lavoro – responsabilità giuridica nella sanità
  • organizzazione aziendale – lo sviluppo organizzativo nella sanità

Master in management dei servizi sociali – corso di II livello

Sei un dipendente del settore dei servizi sociali oppure aspiri a diventarlo? In entrambi i casi ti consigliamo questo master che fornisce tutti gli strumenti per pianificare e dirigere le attività degli enti del settore sociale e sociosanitario. Grazie al master acquisisci tutte le competenze per accedere all’ambito sociale o per riqualificarti professionalmente.  Una volta iscritto, seguirai lezioni in gestione e progettazione dei servizi sociali e sociosanitari, corporate finance, risk management e competenze relazionali e gestionali.

Master nuova legge anticorruzione nella pubblica amministrazione – corso di II livello

Ti interessa approfondire la tua conoscenza della legge 190 del 2012 – Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione? Il corso è destinato ai dipendenti delle forze dell’ordine, agli avvocati e ai liberi professionisti che vogliono aggiornare/ampliare le proprie conoscenze in materia di corruzione nella pubblica amministrazione. Il programma prevede 14 moduli che affrontano le seguenti tematiche:

  • evoluzione dei reati contro la pubblica amministrazione dal 1990 al 2021
  • corruzione e concussione
  • reati in contratto e reati contratto – analisi della giurisprudenza della Cassazione
  • casi pratici e tecniche investigative nei fatti di corruzione
  • confisca per equivalente modifiche introdotte nella legge n. 190 del 2012
  • misure cautelari reali
  • disciplina comunitaria in materia di appalti
  • novità introdotte al codice appalti
  • fenomeno dei conflitti di interesse
  • modelli di governance e di prevenzione del rischio, casi pratici

Master in governance e management nella pubblica amministrazione – corso di II livello

Vuoi provare il concorso per funzionario pubblico? Preparati a superarlo seguendo questo master di Unicusano, istituito in collaborazione con l’Osservatorio sulle Strategie Europee per la Crescita e l’Occupazione. Oltre a seguire le lezioni sulla piattaforma di Unicusano, potrai partecipare a seminari e lezioni organizzate dall’Osservatorio. Gli studenti ideali del master sono i laureati in giurisprudenza ed economia interessati ad acquisire conoscenze giuridico-amministrative e i funzionari pubblici desiderosi di riqualificarsi in vista di un avanzamento di carriera.

Master in dirigenti nelle istituzioni scolastiche – corso di II livello

Master destinato ai docenti e ai dirigenti scolastici. Se appartieni alla prima categoria, potrai ottenere una formazione che ti consentirà un salto di carriera dall’insegnamento alla dirigenza. Se appartieni alla seconda categoria, invece, ti aggiornerai professionalmente per approcciarti al tuo lavoro in maniera nuova. Il programma include materie come:

  • da docente a dirigente, alla scoperta dei differenti punti di vista
  • il funzionamento dell’organizzazione didattica
  • il dirigente e la didattica dell’inclusione
  • i processi e gli strumenti dell’innovazione didattico-organizzativa
  • la scuola e le norme

Master in digital leadership in government & public sector – corso di II livello

Vuoi ampliare le tue conoscenze per occuparti del processo di ammodernamento della pubblica amministrazione. Questo master ti fornisce tutte le competenze teorico-pratiche per occuparti di digitalizzazione e affrontare anche le questioni spinose del trattamento dei dati personali.

Dai un’occhiata ad alcune delle materie del master nell’elenco qui sotto:

  • il codice dell’amministrazione digitale – D.lgs. 82/2005
  • il documento informatico e il suo valore probatorio
  • la conservazione dei documenti informatici
  • lo sviluppo delle infrastrutture informatiche e gli strumenti digitali
  • i principi generali del corretto trattamento dei dati nella PA

Master in comunicazione nella pubblica amministrazione – corso di I livello

Ti occupi o vorresti occuparti di comunicazione istituzionale? Iscrivi a questo master per acquisire un ricco bagaglio di conoscenze in materia di comunicazione pubblica e approfondire i cambiamenti introdotti dal digitale. Il master prevede un approccio teorico-pratico, con un focus sulla progettazione e gestione della comunicazione pubblica e sui principali strumenti del social media marketing.

Master in amministrazione giudiziaria di aziende e beni sequestrati e confiscati – corso di II livello

Questo master nasce con l’obiettivo di fornire alla giustizia professionisti specializzati nel ramo giuridico dei sequestri e delle confische. Il master prevede una prima parte teorica, incentrata sull’approfondimento delle norme, e una seconda parte più pratica che affronta argomenti come:

  • sequestro di prevenzione
  • gestione dei beni confiscati
  • rapporti con la pubblica amministrazione in fase di sequestro
  • restituzione dei beni sequestrati
  • confisca definitiva
  • gestione del debito e del credito
  • confisca di primo grado
  • gestione del patrimonio sequestrato e gestione aziendale

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Come mostrare le competenze linguistiche nel CV?

Realizzare il proprio curriculum vitae richiede un’attenzione particolare nei confronti dei dettagli e una discreta capacità di sintesi ed espressione.

Si tratta di un “manifesto” che rappresenta le proprie capacità, ragion per cui è opportuno che vada dritto al sodo, senza ridondanze eccessive e concetti troppo contorti. Se si è giovani, neolaureati e con poca esperienza, in genere il CV non va oltre la singola pagina.

Al contrario, quando si occupa già una posizione professionale e si hanno svariate esperienze lavorative da registrare, si può pensare di allungare il proprio curriculum arrivando anche a 3 pagine.

Chiarito il punto relativo alla lunghezza necessaria, un aspetto che non può essere assolutamente trascurato è quello relativo all’inserimento delle proprie competenze linguistiche. Dare all’argomento un’importanza marginale è uno sbaglio da evitare.

Ma come si inseriscono le competenze linguistiche nel proprio CV? Scoprilo in questo articolo.

L’importanza delle competenze linguistiche nel Curriculum Vitae

Quando si compila un curriculum, è importante focalizzarsi sulle informazioni che possono essere davvero fondamentali valutate da un ipotetico datore di lavoro. Il superfluo, com’è stato accennato, deve essere lasciato fuori. Non rientrano in questa categoria le competenze linguistiche che, tra le altre cose, rappresentano uno dei focus di interesse maggiore per chiunque. Per questo motivo non si possono marcire in un angolino in fondo alla pagina.

Come si apprendono le competenze linguistiche

Prima di apprendere la strategia corretta per inserire le competenze linguistiche all’interno del CV perfetto, bisogna capire come si fa ad affinarle.

Non è possibile fare appello ad un metodo di studio unanime per chiunque e, allo stesso modo, valido per tutte le persone dotate di proprie preferenze e caratteristiche.

Un modo per migliorare la conoscenza della lingua straniera, però, esiste: riguarda lo stile, il modo in cui si apprende meglio, che differisce da persona a persona.

Se rientri in quel gruppo di persone che riscontra più facilità a memorizzare le parole di un’altra lingua attraverso l’ascolto, allora vorrà dire che la scelta più saggia sarà focalizzarsi su quello, tramite film in lingua, canzoni ecc.

Al contrario, se riesci meglio con la lettura, allora la soluzione migliore sarà immergersi in libri scritti in lingua originale. La scelta spetta solo a te.

Come si inseriscono le competenze linguistiche nel CV

Una riflessione preliminare, che anticipa l’inserimento delle competenze linguistiche nel proprio CV, riguarderà il destinatario che lo visionerà. Per questo sarà necessario individuare il tipo di azienda a cui ci si rivolgerà, in relazione alla posizione lavorativa per la quale si inoltra la candidatura. A seguire, la sede e un’altra serie di variabili da valutare che ispireranno i cambiamenti e le modifiche da effettuare sul proprio curriculum.

A prescindere da tutto, inserire l’italiano come lingua madre non deve essere considerata un’affermazione scontata, ma va comunque inserita prima di procedere con la descrizione delle competenze relative alle lingue straniere.

A questo proposito, per essere sicuri che si stia procedendo bene nell’inserimento delle competenze, si fa riferimento al Common European Framework of Reference for Languages. I livelli linguistici da annoverare, associabili al Learning, Teaching, Assessment, possono essere raggruppati in 3 fasce:

  • A1 e A2: livello linguistico di base;
  • B1 e B2: livello linguistico intermedio e autonomo;
  • C1 e C2: livello linguistico massimo di cui si ha piena e completa padronanza.

Un’aggiunta preziosa che si può fare riguarda le eventuali certificazioni linguistiche che sono state conseguite, in grado di attestare concretamente il livello della lingua in questione.

Cos’è il quadro europeo delle lingue

Un manifesto unanime, accettato in Europa, è il Quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER); si tratta di un sistema descrittivo che è riconosciuto a livello internazionale per attestare le capacità linguistiche.

Tra le varie prove e certificazioni presenti, L’ EF SET è quello considerato come esame standard di inglese che va a valutare – con un certo tipo di accuratezza e attendibilità – i livelli di padronanza della lingua che fanno capo al QCER.

Il QCER, nella sua identità, nasce col proposito di essere usato proprio per descrivere qualsiasi tipo di competenza linguistica in possesso ed è fondamentale in maniera particolare in ambito accademico.

Perché le competenze linguistiche sono così importanti

Le competenze linguistiche, sia nella vita di tutti i giorni che sul lavoro, possono fare davvero la differenza. Non è escluso da questa dinamica il curriculum vitae che, tra le altre abilità, veicola anche il livello di conoscenza delle lingue straniere. Un dettaglio che può rivelarsi utile sul posto di lavoro, per convincere il datore a prendere la decisione definitiva nel far salire a bordo il candidato.

Nel momento in cui si dichiara di conoscere una determinata lingua, ci si mette automaticamente in una posizione privilegiata rispetto a chi, di contro, non dispone delle stesse abilità.

Non da meno, nel caso in cui si ambisse ad incarichi di tipo internazionale, se si è sicuri di riuscire a padroneggiare bene una o più lingue straniere, non sarà difficile emergere anche nel nostro Bel Paese trovando l’opportunità più adatta ai tuoi desideri.

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I vantaggi di scegliere un master di primo livello dopo la triennale

Una volta portato a termine il percorso triennale, il primo bivio da affrontare è il seguente: procedo con la magistrale o mi iscrivo prima ad un master?

Si tratta di uno dei pensieri più diffusi tra i giovani laureandi, i quali – appena dopo la laurea – non fanno in tempo a godersi il traguardo che devono già proiettarsi a cosa dover fare dopo.

La scelta del Master, sottovalutata da molti, è in realtà una corsia preferenziale da tenere in considerazione. Inoltre, investirci sopra potrebbe rivelarsi la mossa vincente per antonomasia.

Prima di tutto, è il caso però di fare chiarezza sul Master, su cosa sia, quello che può offrire e quali sono i vantaggi a cui poter accedere iscrivendosi. Senza dubbio, si tratta di un percorso in grado di offrire la possibilità di mettere in pratica le conoscenze acquisite relative al proprio ambito di studio.

Il fine ultimo è formare il laureato in maniera completa per poter avere libero accesso al mondo del lavoro. Scopriamo insieme com’è possibile tutto questo.

Perché scegliere un master è una scelta vantaggiosa

A pensarci, sembra quasi ingiusto. Terminati gli studi alla triennale, affrontare lo stress relativo a cosa fare dopo è, a tutti gli effetti, un dito nella piaga. A venire in soccorso a tutti i laureati spaesati, ci pensano i Master. Questi, grazie alle conoscenze che riescono a trasmettere, riusciranno a perfezionare la figura professionale che si vuol diventare.

Master o specialistica, il dilemma

Dopo la triennale, alcuni studenti scelgono di proseguire con una magistrale; in alcuni casi, ci sono le lauree a ciclo unico che impongono, comunque, il completamento di cinque anni di studi.

La magistrale è importante per completare la propria formazione e accedere a nuove opportunità professionali. Pensa, ad esempio, alle professioni per cui è necessario avere una laurea magistrale per ottenere l’abilitazione. I Master non sostituiscono una magistrale, ma hanno delle caratteristiche specifiche, che li rendono ottimi complementi della formazione. Ad esempio:

  • Sono più brevi rispetto ad una magistrale e possono agevolare lo studente nell’ingresso al mondo del lavoro;
  • Prevedono una formazione dettagliata e un confronto costante con i docenti, grazie al numero appositamente esiguo degli studenti per classe;
  • Includono spesso esperienze pratiche, per mettere alla prova quanto appreso

I buoni motivi per iscriversi ad un master

Partiamo da un presupposto reale e difficile da contestare: il mercato professionale odierno è competitivo e, in quanto tale, rivela la sua natura esigente nella scelta dei collaboratori da assumere.

Per questi motivi, un giovane laureato ha necessità che le sue conoscenze possano essere affinate in vista di una messa in atto mirata e professionale.

Ne deriva che la qualificazione ottenuta tramite l’iscrizione ad un master possa rappresentare il completamento ideale per qualcuno che è deciso a trovare presto un’occupazione, sfruttando al massimo le conoscenze apprese.

Come si accede ad un master

In Italia i Master si dividono in livello I e II che corrispondono al settimo e all’ottavo livello del QEQ, riconosciuto in ambito europeo.

Per accedere al Master di livello I, è necessario essere in possesso di una laurea triennale. Per quelli di livello II, invece, si dovrà avere un titolo di laurea magistrale.

Quanto dura un master

La durata effettiva di un Master consta di 365, letteralmente un anno dall’iscrizione, al raggiungimento del quale si otterranno 60 Crediti Formativi.

Esistono poi anche dei Master che, invece, durano due anni e valgono il doppio dei Crediti. In questo caso, sarà lo studente a dover affrontare poi una prova che segna il passaggio dal primo al secondo anno.

Per qualsivoglia informazione più chiara e aggiuntiva, è sempre opportuno non trascurare la lettura dei documenti che riguardano i bandi di ammissione dei master ai quali ci si vorrebbe iscrivere.

Iscriviti ad un Master Unicusano

Se stai pensando di iscriverti ad un Master, Unicusano ha la soluzione giusta per te. I master online Unicusano sono corsi post laurea di perfezionamento scientifico e di alta formazione accademica riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione.  La formazione viene erogata online, grazie alla metodologia telematica che consente di seguire le lezioni semplicemente connettendoti ad una piattaforma di e-learning.

I master disponibili sono afferenti a diverse aree didattiche:

  • Area Economico Giuridica
  • Area Formazione e Mondo Scuola
  • Area Forze Armate
  • Area Politologica
  • Area Psicologica
  • Area Medico Sanitaria
  • Area Ingegneristica

Per saperne di più, visita il sito Unicusano e compila il form per ulteriori informazioni.

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Dove fare un viaggio breve in Europa durante l’autunno?

L’autunno è ufficialmente arrivato, rimpiazzando la bella stagione e le lunghe giornate trascorse in riva al mare. Ma le vacanze non sono solo quelle estive, a dispetto di quello che pensa e sceglie la maggioranza.

In questo periodo, infatti, anche se ci si vuole concedere un viaggio di pochi giorni, l’autunno potrebbe essere l’ideale per chi patisce il caldo e i cali di pressione altalenanti.

Il clima mite che congeda a poco a poco quello rovente di agosto, può regalarci dei paesaggi meravigliosi in Europa, degni di essere visitati approfittando di questa stagione di passaggio.

Piacerebbe anche a te fare un viaggio breve in qualche meta europea durante l’autunno? A seguire, alcuni suggerimenti che ti permetteranno di godere appieno dei colori naturali di uno dei periodi più belli dell’anno.

Le mete europee migliori per un weekend in autunno

Arrivederci costumi da bagno, shorts e t-shirt, è giunto il momento di fare il cambio dell’armadio, iniziando a tirar fuori i capi più pesanti. Però, prima di rintanarsi nel tepore delle coperte di ciniglia davanti ad una bella tazza di cioccolata calda, potresti concederti un’altra breve parentesi vacanziera per inebriarti dei paesaggi autunnali di alcune città europee.

Ecco le mete più ambite.

Monaco di Baviera

Tra le mete in elenco, non ci si può esimere dal nominare Monaco, che si rivela l’ideale se si vogliono fotografare i colori tipici del foliage d’autunno, tra una passeggiata al Giardino Inglese fino alle strade principali per ammirare le strutture tipiche medioevali.

Inoltre, per i bevitori più appassionati, si coglierebbe la duplice occasione di vivere l’entusiasmo dell’Oktoberfest, tra musica, piatti tradizionali ed ettolitri di birra.

Parigi

Parigi, anche in autunno, non cela il fascino che la rappresenta durante il resto dell’anno. La Ville Lumière, che ospita parchi splendidi, è sede di una compilation di colori spettacolari che è impossibile ignorare.

Se non se ne ha abbastanza, una tappa obbligatoria prende la fisionoma degli Champs -Élysées e di Boulevard Haussmann; qui, ancora una volta, potrai immergerti nel caldo foliage autunnale, fermando quegli istanti con fotografie memorabili.

Bruges

Anche Bruges, in Belgio, si difende benissimo nella parentesi autunnale. In più, a fare da sfondo ai paesaggi arancioni, potrai regalare al tuo palato delle nuove ed entusiasmanti esperienze, assaggiando il cibo tradizionale e le birre artigianali tipiche.

Proseguendo per il centro storico, si ha l’impressione di trovarsi in una dimensione protetta dalla natura, ovattata dai rumori tipici della città. Questo verde, che in autunno lascia il posto all’arancio e al dorato, diventa il colore predominante di Minnewater Park – noto col nome di Parco dell’amore – che rappresenta il luogo perfetto per vivere appieno tutte le tonalità e l’atmosfera di questa stagione.

Londra

Londra, in autunno, cambia veste e tutti i parchi che ospita si adattano alle sfumature tipiche che richiede il trend stagionale.

Settembre e ottobre sono i mesi ideali per visitare la capitale inglese, tra gli scricchiolii del fogliame sull’asfalto e il calore di un bel tè tipico in strada.

A vincere il premio di destinazione obbligatoria cui dirigersi, è Primrose Hill: si tratta della collinetta del parco che svetta tra le altre, dalla quale gli spettatori possono regalarsi una visione panoramica tutt’altro che banale, per godere del predominio dei colori autunnali sull’intera città.

Se si sceglie ottobre, a discapito di settembre, per un breve soggiorno a Londra, si potranno ammirare le vetrine addobbate a festa, in perfetta sintonia con Halloween. Unico suggerimento in extremis: porta sempre con te un fedele ombrello.

Dublino

Dublino non delude mai, a prescindere dal periodo dell’anno. Non lo fa infatti neanche in autunno, e gli innumerevoli parchi che ospita lo testimoniano senza troppe difficoltà.

Oltre al foliage di cui Dublino, in svariati punti della città, diventa la culla, è consigliabile visitare il ponte più famoso della zona: Ha’penny Bridge. Lì, anche i cuori più ostili possono ritrovare il romanticismo che credevamo aver relegato allo scantinato di casa.

A seguire, il Temple Bar, il Trinity College, la Cattedrale di San Patrizio sono solo alcuni tra i suggerimenti che rientrano, a pieno titolo, nel team delle “cose da vedere assolutamente”.

Inoltre, riversandovi nelle strade a sud del fiume Liffey, si possono visitare i mercatini storici per acquistare un souvenir da portare con sé, in ricordo del soggiorno autunnale.  

Trentino Alto Adige

Ultimo consiglio, e non di certo per importanza, è una tappa nazionale: il Trentino Alto Adige. Questa ragione, spettacolare per gli amanti della natura, è magnifica per tutti gli estimatori dell’autunno.

I paesaggi, suggestivi di default, che popolano il Trentino, si colorano di molteplici sfumature, adornando i laghi e i borghi tipici della zona.

Vivere l’autunno, durante un soggiorno in questa leggendaria regione italiana, è la scelta giusta se si vuol destreggiarsi tra i weekend sportivi all’aria aperta e momenti di sano e curativo relax.

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Le 5 curiosità sulla memoria che (forse) non conosci

Siamo onesti, il cervello è senza dubbio l’organo più misterioso che abbiamo. Proprio per questo è fonte di attrattiva e di molteplici curiosità che virano attorno alle sue straordinarie capacità.

Tra i vari interrogativi, spicca quello relativo alla memoria e se esiste un limite per la quantità di informazioni che possono essere immagazzinate. A seguire, quale sia il legame tra un ricordo e un’emozione, se è reale o è solo un caso.

Intanto, partiamo con un pensiero comune, confermato dai fatti: con l’età, alcune funzioni cerebrali tendono ad “arrugginirsi”, assecondando il ritmo degli anni che passano. Questo perché si verifica una naturale perdita neuronale che – a causa di una produzione inferiore di neurotrasmettitori – possono provocare dei vuoti di memoria.

In realtà, tutto quello che ci accade durante la nostra esistenza, resta impresso nella mente per tutta la vita.

Allora quali sono i retroscena che non conosciamo? Scopriamoli in questo articolo.

Memoria e curiosità: tutto quello che non sai

Per definizione, il ruolo della memoria è quello di salvare le varie informazioni che si acquisiscono durante la propria esperienza di vita. In realtà, per la complessità che la rappresenta, esistono però svariate stranezze riferite proprio al suo funzionamento.

Ecco 5 curiosità sulla memoria che probabilmente non conosci.

Il cervello non dimentica

Il primo mito da sfatare, la leggenda metropolitana che tutti conosciamo, è uno: il cervello dimentica? No.

Tutti i ricordi e le informazioni accumulate nel tempo, non possono essere mai dimenticate del tutto. Poi, in base alle caratteristiche del ricordo, vengono spostati in un’area apposita del cervello, più accessibile o più stabile.

Allora per quale motivo non ricordiamo le cose?

Si tratta del fenomeno dell’oblio, che è a conti fatti una difficoltà che si sviluppa nel recuperare i dati che ci servono. Per i soggetti sani non affetti da patologie particolari, come l’Alzheimer o la demenza senile, si può condurre il tutto al principio della distrazione, soprattutto per gli eventi appena accaduti.

L’effetto Mandela

L’effetto Mandela è il caso eclatante legato alla possibilità del cervello di creare falsi ricordi. In questo caso, ci si riferisce ad un fenomeno realmente accaduto: quando Mandela fu rilasciato dalla prigione, l’evento scioccò la popolazione che credeva, erroneamente, che lui avesse perso la vita in prigione.

Ancora oggi, questo effetto rappresenta al meglio il fenomeno secondo cui si ricordano degli eventi in maniera distorta o che non si sono mai davvero verificati.

Lo stress gioca un ruolo predominante

Ebbene, lo stress è una piaga, nel vero senso della parola. Non lo è solo per il corpo, ma anche per la mente. Infatti, ha il potere di compromettere la salute psico-fisica di chiunque si trovi in una situazione difficile.

Anche il cervello non è esente, tutt’altro.

Secondo studi ampiamente dimostrati, lo stress va ad inficiare le modalità di apprendimento e le funzioni relative alla memoria, disturbando il soggetto durante il sonno e originando una serie di patologie concatenanti.

Per quanto riguarda gli effetti sul cervello, lo stress va ad influire sull’amigdala e sull’ippocampo che – a lungo andare – provocano un effettivo deterioramento della memoria.

I ricordi sono legati alle emozioni

Quando si parla di archiviazione dei ricordi, non ci si riferisce ad un processo autonomo ma correlato allo stato d’animo che in quel momento stiamo vivendo.

In parole povere, sarà più semplice ricordare situazioni che viviamo in luogo in cui ci troviamo rispetto ad un altro.

Stesso discorso se scomodiamo il fattore emotivo: la memoria tende a salvare i ricordi nei quali abbiamo vissuto intensamente quelle emozioni. Insomma, se siamo tristi, verrà più naturale ricordare dei momenti in cui serbavamo lo stesso stato d’animo.

L’Ipermnesia

Parlando in generale, le persone sono accomunate da una capacità chiamata memoria selettiva; ovvero, quella che ci consente di tenere impressi i dettagli più importanti, dimenticando ciò che consideriamo “superfluo”.

Inoltre, il cervello riesce anche a ricostruire dei fatti per colmare i vuoti.

Esistono però, nella moltitudine, rari esemplari d’individuo che riescono a ricordare con una novizia di particolari quello che accade loro. Questa capacità si chiama ipermnesia e grazie ad essa è possibile archiviare e recuperare una quantità notevole di informazioni in maniera più rapida rispetto al normale.

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Le 5 serie TV su imprenditori che dovresti vedere

Hai una passione per l’imprenditoria o, semplicemente, vorresti conoscere di più la mentalità degli uomini d’affari? Allora devi assolutamente vedere queste 5 serie TV  su imprenditori.

Guardare film e serie TV non è più solo un passatempo, un’attività ludica. Rispetto ad anni fa, questi hanno preso trame sempre più intricate e spesso con una morale, un insegnamento, che si apprende sia dalla narrazione stessa, che dal comportamento dei personaggi nel corso della storia.

Molte serie TV su imprenditori sono infatti ben costruite ed essenziali per capire alcune dinamiche sul mondo dell’imprenditoria, nonché del mindset tipico di chi lavora ogni giorno immerso in questo settore.

Alcune serie, anche se non sono strettamente collegate agli imprenditori, nascondono alcune nozioni che per addentrarsi in questo settore è necessario possedere.

Quindi, se sei curioso, non resta che saperne di più!

5 serie tv su imprenditori che non puoi perderti

Quali sono le 5 serie tv su imprenditori più belle?

Noi abbiamo trovate queste, acclamate dalla critica e dagli imprenditori stessi. Storie emozionanti e personaggi che bucano lo schermo: ecco gli ingredienti base per queste serie incredibili.

#1 Ozark

Ozark racconta le vicende di Marty e della sua famiglia, apparente famiglia benestante americana, che sembra avere tutto e che si vive la vita in pace. Fino a che Marty non finisce invischiato in un secondo lavoro, molto più redditizio, ma anche pericoloso: riciclare denaro sporco per un cartello della droga messicano.

Per fare questo, si trasferisce con tutta la famiglia a Ozark, una tranquilla cittadina che vive di turismo per il lago. Quello che sembra il luogo perfetto per la sua attività, comincia però a dargli filo da torcere, con diverse peripezie. Inoltre, anche la moglie si mette in affari, ma è qui che iniziano a crearsi notevoli contrasti.

In questa serie emerge lo spirito e il mindset dell’imprenditore di successo: Marty. Un uomo che con le sue conoscenze di consulente finanziario e la sua calma, riesce a farsi strada in questa attività nonostante i problemi che sbucano fuori da tutte le parti. Allo stesso tempo, è anche previdente: accetta il rischio, ma sa quando è ora di fermarsi e andare cauti.

Al contrario, sua moglie è la figura del tipico imprenditore fin troppo sicuro di se stesso, che non vuole mai mollare, a costo di mandare tutto a rotoli.

#2  Breaking Bad

Breaking Bad è una serie cult, diventata la più famosa in assoluto.

Ti chiederai, dove sta l’imprenditore in un personaggio che decide di produrre metanfetamina? Te lo spieghiamo noi.

Walter White è un banale insegnante di chimica,  che ha bisogno di un secondo lavoro per arrivare a fine mese, e per giunta, con un cancro terminale appena diagnosticato.

Abbiamo quindi un povero uomo disperato, che vuole recuperare più soldi possibile prima della sua morte, da lasciare alla moglie e al figlio.

Come guadagnare tanto in così poco tempo? Sfruttando le sue conoscenze di chimico, decide di produrre cristalli di metanfetamina insieme ad un suo ex studente, fallito anche lui e sulla cattiva strada.

La serie dura 5 stagioni, e ci rivela quanto una persona, in determinate condizioni, si fa guidare dal potere e dai soldi, andando oltre qualsiasi principio e morale.

Walt infatti riesce a costruire un grande impero, si fa conoscere per produrre la migliore meth mai distribuita, catturando così l’attenzione di pesci più grandi.

Ovviamente, avrà la vita facile? Certo che no, ma Walt, da semplice e innocuo professore del liceo, diventa piano piano un automa. Sembra non vedere niente e nessuno, è pronto a prendere scelte che costano la vita di chi gli è attorno pur di arrivare al suo scopo.

Sì, ma quale scopo? I soldi che voleva guadagnare per la famiglia prima di morire, ormai li ha raggiunti, e allora perché continua?

Walt fa tutto questo per se stesso, per dimostrare a se stesso di essere in grado, di essere potente. Da questo pensiero, che sarebbe innocuo e sano per molte persone, risveglia in lui invece il lato più malato, malsano, deviato.

Si trasforma in un essere irriconoscibile, con una doppia faccia, senza scrupoli. E lo spettatore, avrà pena e comprensione per lui, o lo odierà? Questo lo scoprirai tu.

#3 Better call Saul

Better call Saul è uno spin off sul personaggio controverso e divertente dell’avvocato Saul in Breaking Bad.

Anche se non è concentrato sull’imprenditoria, e pur trattandosi di un thriller legal, Better Call Saul è la tipica storia di un uomo che decide di reinventarsi e crearsi la propria strada, rischiando tutto.

Certo, come in Breaking Bad, l’avvocato in questione utilizza la criminalità come scorciatoia, ma non è questo l’importante. Il nocciolo è proprio il suo atteggiamento, il modo di reagire di fronte agli avvenimenti e fluire come un fiume di fronte agli ostacoli. Trovare sempre un escamotage per perseguire la propria idea, ed essere pronto ad abbandonarla se non è vincente, è la regola numero 1 dell’imprenditore di successo.

#4 La regina degli scacchi

Cosa c’entra l’imprenditoria con gli scacchi? Nulla, se ti soffermi sugli scacchi.

In La regina degli scacchi, devi andare oltre. Devi osservare il personaggio, una ragazzina che è divisa tra genio e pazzia, che riesce a fare della sua passione e talento il suo modo per spiccare in questo mondo in cui sembrava non avere un posto.

#5 Self Made – la vita di Madam C.J. Walker

La serie tv numero 1 sull’imprenditoria.

Self Made racconta la vita di Madam CJ Walker, una donna afroamericana che so crea una sua attività di prodotti per capelli quando ancora la comunità nera non potevo mettersi in proprio.

Madam Walker si mostra come una donna forte e intraprendente, che crea il suo impero in vita ancora oggi.

Abbiamo visto le 5 serie TV dedicate al business: quali sono le tue preferite?

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Perché iniziare giurisprudenza a 30 anni è una buona idea?

Vorresti iscriverti all’università ma la tua età ti ferma. Pensi di essere ormai troppo “avanti” con gli anni per ricominciare a studiare che sarà ancora più difficile per te. In realtà, potrebbe essere una “falsa credenza” che ti sta precludendo delle opportunità di crescita

Sai perché iniziare giurisprudenza a 30 anni è una buona idea?

Abbiamo deciso di spiegartelo in questo articolo, perché per chi vuole studiare e aumentare le proprie conoscenze non è mai troppo tardi.

Una laurea in legge ha enormi benefici sia a livello della tua carriera sia a livello personale. Purtroppo, a causa delle false credenze e il giudizio altrui, si pensa che a 30 anni le decisioni della vita siano ormai già state prese e che non resti che proseguire con il proprio lavoro e famiglia.

Ma perché rinunciare ad avere ciò che desideri?

Metti da parte tutte le tue paure e noi ti spiegheremo perché iniziare giurisprudenza a 30 anni è una buona idea.

Studiare giurisprudenza a 30 anni: perché?

Vorresti iniziare a studiare legge a 30 anni ma non sai se è una buona idea? In questo articolo ti spieghiamo perché iscriverti alla facoltà di giurisprudenza nonostante l’età è un’ottima decisione per il tuo futuro!

Scopriamo insieme i consigli per seguire giurisprudenza anche ad un’età meno “consueta”.

Grazie ad una formazione in campo giuridico potrai affinare diverse abilità

Sapevi che studiare legge significa apprendere diverse abilità?

Quelle più importanti sono:

  • Capacità comunicative
  • Capacità di public speaking (saper parlare in pubblico)
  • Capacità di schematizzazione
  • Capacità di analisi
  • Capacità di problem solving
  • Allenamento del pensiero critico

Non per forza dovrai esercitare la professione di avvocato o una qualsiasi professione legale: molti studenti poi portano avanti un’altra carriera, beneficiando dei vantaggi che una formazione in giurisprudenza ha portato loro.

Infatti, le abilità che abbiamo visto possono essere utili per una vasta gamma di professioni.

Una laurea in legge aumenta le tue chances di trovare lavoro

Qualsiasi laurea aumenta le tue chances di trovare lavoro, ma una laurea in legge è un bel segno distintivo nel proprio curriculum vitae.

Una laurea inoltre permette, mediamente, di avere una retribuzione più alta.

Perciò possiamo dire che aumenta notevolmente le tue opportunità. Ecco perché anche se inizierai a 30 anni, in realtà è tutto guadagnato.

Potrai sviluppare conoscenze trasversali utili anche per altri settori

Con una laurea in giurisprudenza conoscerai il panorama legislativo di diversi ambienti (a seconda della specializzazione che deciderai di seguire). Ciò ti permetterà di avere conoscenza di diversi settori lavorativi, o dove c’è interesse lavorativo.

Come dicevamo all’inizio, tutte le capacità apprese con questa formazione sono utili anche in tantissime professioni.

In più, le tue conoscenze in legge ti permetteranno anche di essere, eventualmente, l’avvocato di te stesso. Ciò comporta un grande vantaggio a livello economico.

Ti potrà aiutare a intraprendere una carriera politica se lo vorrai

Vorresti mai intraprendere una carriera in politica?

Non immaginarti per forza posizioni alte di potere (o magari sì) ma anche tanti ruoli più “piccoli”. Una laurea in giurisprudenza può essere utile anche se sogni una carriera di questo tipo.

Più sei avanti con l’età, più riesci a gestire meglio il tuo tempo

Ti stai ancora chiedendo se iniziare giurisprudenza a 30 anni è una buona idea?

Se pensi di essere troppo “vecchio” per rimetterti a studiare, sappi che è tutta questione di organizzazione e allenamento.

Certo, ad una certa età riesce più difficile immagazzinare informazioni, ma questo perché per molti anni non ci si è allenati e il nostro cervello, come un muscolo, dovrà orientarsi nuovamente e apprendere determinati schermi e processi. Con il tempo si migliora, questo è certo.

Inoltre, più si è adulti, più è provato aumenti la capacità di organizzazione.

Rispetto agli studenti più giovani, tu hai più esperienza in questo. Sai cosa significa trovare un equilibrio tra i diversi impegni quotidiani (lavoro a tempo pieno, famiglia, hobby) e perciò saprai organizzare al meglio il tuo tempo.

E infine, saprai adattarti meglio alle situazioni di stress, poiché, sempre per via della maggior esperienza, ne hai già vissute.

Studiare Giurisprudenza con Unicusano

Stai pensando di laurearti in giurisprudenza? Unicusano ha la soluzione ideale per te. La laurea in Giurisprudenza ha come obiettivo quello di fornirti solide basi in ambito giuridico. Il percorso di studi dura 5 anni e può essere fruito con l’innovativa metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

In questo modo potrai organizzare al meglio lo studio e conciliarlo con eventuali impegni professionali o familiari. Per saperne di più, compila il form.

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In che modo gli scacchi possono aiutare la concentrazione e migliorare lo studio?

Secondo alcune ricerche, chi gioca a scacchi ha prestazioni mentali nettamente migliori alla media dei non giocatori di scacchi.

Ma in che modo gli scacchi possono aiutare la concentrazione e migliorare lo studio?

Giocare a scacchi ha grandi benefici, anche se a primo impatto non sembrerebbe un gioco così “speciale”.

La frenesia quotidiana e gli impegni ci fanno spesso perdere il concetto di gioco: dedicare attenzione in attività diverse dalle solite è sempre più difficile. La verità, però, è che investendo tempo su attività collaterali può dare i suoi frutti e far apprendere lezioni che non potrebbero essere apprese in modo diverso.

Proprio come i muscoli, la mente può essere allenata e, con il tempo, migliorare le proprie capacità. Per questo è bene aprirsi a nuove discipline e a nuove attività: gli scacchi sono ottimi candidati per studiare meglio. Ecco tutto quello che devi sapere sui vantaggi che gli scacchi possono darti in termini di prestazioni e concentrazione.

Come migliorare nello studio…giocando a scacchi

Sapevi che gli scacchi possono migliorare le tue capacità e prestazioni nello studio?

In questo articolo vogliamo mostrarti i benefici del giocare a scacchi, benefici che potrebbero far sì di ottenere un miglioramento della tua performance nello studio e raggiungere risultati ottimali.

Un po’ di storia sul gioco degli scacchi

Il gioco degli scacchi ha origini antichissime. Le prime scacchiere ritrovate risalgono all’antico Egitto, ma ovviamente, non possiamo sapere esattamente che regole utilizzassero a quel tempo.

Si è poi diffuso in diversi paesi, come l’India, che come pedine usava elefanti, fanteria, arcieri e carriaggi. In Persia è nata l’espressione “Scacco Matto”, per poi giungere in Europa e svilupparsi con l’attuale regolamento. Ad oggi è un gioco popolarissimo: pur avendo origini antiche, gli scacchi mantengono il loro appeal e attraggono migliaia di giocatori. Ci sono anche delle importanti competizioni legate a questo gioco, vissuto da molti come un vero e proprio “sport”.

Aumenta il quoziente intellettivo

La maggior parte delle persone è convinta che chi gioca a scacchi ha per forza un quoziente intellettivo più alto: la tipica frase è “sì, perché è molto intelligente”. Questo non rispecchia completamente la realtà.

Gran parte dei campioni del gioco degli scacchi hanno un’intelligenza particolarmente spiccata perché ci giocano con costanza. Giocare a scacchi ha tanti benefici, tra cui quello di “allenare” il cervello al ragionamento e al pensiero strategico.

Investendo qualche ora con costanza a giocare, potrai potenziare le tue abilità mentali. Perciò, è possibile migliorare le proprie performance accademiche grazie agli scacchi.

Migliora la capacità di concentrazione

Hai mai visto una partita di scacchi? Può andare avanti ore. I giocatori rimangono fissi a guardare la scacchiera, giocando la loro partita nella mente prima ancora che materialmente.

Immaginano le mosse possibili e come il proprio avversario può contrattaccare, in mille varianti diverse. Poi, scelgono la mossa migliore, e così via.

Questo richiede una notevole capacità di concentrazione. Mantenere l’attenzione può essere impegnativo e spossante, eppure, solo chi ha più concentrazione vince. Potenziare questa abilità ti permetterà di passare molto più tempo concentrato sui libri.

Migliora le capacità di problem solving

Come abbiamo detto, le partite durano ore e i due giocatori si sfidano in “partite mentali”, pensando a tutte le mosse possibili.

Trovare una soluzione appropriata, tenendo conto di tutte le variabili, è proprio ciò che si chiama problem solving, ovvero le azioni (o meglio i ragionamenti) che si compiono per la risoluzione del problema.

Quindi immagina che grande abilità acquisiscono i giocatori di scacchi dal momento in cui continuano, per tutta la durata della partita, a ipotizzare soluzioni e metterle in atto, per poi ipotizzarne altre. Il tutto sotto pressione, poiché hanno un limite di mosse disponibili.

Se inizierai a giocare a scacchi, affinerai le tue capacità di problem solving, che ti aiuteranno ad affrontare i problemi durante la tua vita accademica, ma che ti saranno utili anche sul lavoro.

Migliora la memoria

Perché giocare a scacchi potenzia la memoria?

Per riuscire a sconfiggere il proprio avversario, il giocatore di scacchi deve notare il modo in cui egli gioca, le sue tattiche e ovviamente, ricordarsele.

Ricordando le strategie dell’avversario, affinerai la memoria, poiché farai uno notevole sforzo mentale in più. La memoria è una valida alleata quando si studia: saper memorizzare più informazioni (e più velocemente) ti aiuta a facilitare lo studio e renderlo più produttivo.

Per concludere

In conclusione, il gioco degli scacchi, come abbiamo visto, è sicuramente un passatempo che può essere divertente e allo stesso tempo impegnativo, visto che per giocare seriamente richiede molto sforzo a livello mentale.

Inizialmente non vedrai grandi risultati, ma ti consigliamo di perseverare e continuare a provare.

È come andare in palestra: non avrai risultati nel giro di un mese. C’è comunque bisogno di tempo, impegno e costanza.

Il nostro consiglio è provare: d’altronde, cosa hai da perdere?

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Come prepararti all’ultimo anno di Università (e viverlo al meglio)

Come prepararsi all’ultimo anno di università?

Avvicinarsi alla conclusione del percorso universitario è, per molti, un processo impegnativo da affrontare, complici gli ultimi esami e la discussione della tesi di laurea.

Prima di tutto, per iniziare al meglio l’ultimo anno, rispondi a queste domande:

  • Cosa ti ha spinto a intraprendere questo corso di studi?
  • Quali erano le tue motivazioni? Quali sono i sogni che stai coltivando da alcuni anni a questa parte?
  • Cosa ti spinge a dare il meglio ogni giorno?

Sicuramente, avere ben chiara la tua visione e ciò che desideri ottenere può darti una spinta in più per affrontare con slancio gli “ultimi sforzi”.

Ecco i migliori consigli per prepararti psicologicamente ad affrontare il tuo ultimo anno di formazione.

Prepararsi all’ultimo anno di università: ecco i nostri consigli!

L’ultimo anno è una sfida interessante da affrontare. Si tratta di un momento delicato, possiamo dire, dove dovrai concentrare le tue ultime forze per dare il massimo e tirare fuori il meglio di te.

Con la giusta motivazione, un’ottima pianificazione e il supporto adeguato, potrai avere successo senza problemi. Iniziamo.

Preparati a ciò che ti attende

Ricerca informazioni sugli esami che dovrai affrontare e i progetti che dovrai presentare. In questo modo, anziché affrontare l’ignoto, avrai una certa consapevolezza di ciò che ti puoi aspettare in questi mesi.

Avere una panoramica chiara degli esami da affrontare ti sarà utile per iniziare a pianificare il tuo studio e capire quando sostenerli. Cerca di capire anche le modalità di esame (scritto o orale) e il materiale da studiare. La consapevolezza diminuisce lo stress e la tensione: più cose saprai, meglio saprai controllare la paura dell’ultimo anno.

Pianifica e prendi nota delle date importanti

Fai un buon investimento e comprati un’agenda o un calendario dove annotare tutte le date importanti e i tuoi impegni. Inizia fin da subito a organizzare il tuo carico di studio e dare il meglio di te, senza procrastinare.

Se inizi a procrastinare ora solo per mancanza di voglia, poi potresti pentirtene, laureandoti in ritardo magari. Perciò cerca di tenere sotto controllo sempre la tua tabella di marcia. La cosa migliore da fare è organizzare le tue giornate programmando le ore di studio, dandoti degli obiettivi settimanali e mensili. Tieni in considerazione anche il fatto che dovrai preparare una tesi di laurea: inizia a pensarci con largo anticipo e parlane con i docenti.

Studia in gruppo

Studiare in gruppo potrebbe essere un’ottima strategia per riuscire a trovare supporto durante l’ultimo anno.

L’ultimo anno di studi può mettere a dura prova le energie di chiunque. Avere i proprio gruppetto con cui fare anche cose assieme e viversi la vita universitaria, è un modo per abbracciare gli ultimi mesi e dare il meglio.

Con l’aiuto dei tuoi colleghi di università, puoi avere appunti e spiegazioni, chiarimenti, insomma, puoi far conto su di loro – e loro su di te – in caso di necessità.

Confrontati con i docenti per arricchire la tua formazione

Confrontarsi con i propri docenti è fondamentale per arricchire la tua formazione e cogliere spunti di approfondimento. Questo è ancora più vero in vista della discussione della tesi. Fai affidamento sul docente che sceglierai come relatore: può darti consigli utili per la bibliografia, per la stesura della tesi e per la sua presentazione.

Frequenta anche corsi esterni o eventi organizzati dalla tua università

Non focalizzarti solo sullo studio, ma continua a partecipare a corsi esterni – nel caso già lo facessi ovviamente – e agli eventi organizzati dalla tua Università. Nel caso di Unicusano, ad esempio, puoi chiedere supporto al tuo tutor didattico per qualunque esigenza di pianificazione degli esami, puoi partecipare ad eventi e convegni, affidarti al Career Service per un supporto per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Partecipare ad attività “extracurriculari” è un ottimo modo sia per svagarsi, sia per ampliare i propri orizzonti e conoscere cose nuove a cui, partecipando solo a lezioni del tuo corso, non verresti altrimenti a conoscenza.

Rimanere curiosi e con la mente aperta a nuovi stimoli è un modo perfetto per prepararti al tuo ultimo anno di Università.

Non farti prendere dall’ansia

La discussione della tesi si avvicina, ma cerca di non farti prendere dall’ansia. Mantieni alto il tuo umore e positività, lavora sodo e preparati al meglio. Avere un po’ d’ansia è normale: lo stress aiuta a migliorare le proprie prestazioni, poiché ti impedisce di prendere sottogamba la situazione, ma senza esagerare.

Troppa ansia è controproducente e ti allontana dal tuo obiettivo. Perciò fatti aiutare da chi ti è vicino e da un buon relatore così da eliminare alcune preoccupazioni inutili. Non ci resta che augurarti buona fortuna!

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Cosa studiare a 40 anni per trovare lavoro?

Cosa studiare a 40 anni per trovare lavoro?

Quando si parla di studiare e di iniziare un nuovo percorso, è convinzione comune che questo debba essere fatto intorno ai vent’anni. In realtà non esiste un’età “giusta” per cambiare e rimettersi in gioco: tutto dipende dal tuo percorso di vita, dalle tue ambizioni, dai tuoi obiettivi di crescita. Fondamentale non lasciarsi abbattere dall’ostacolo dell’età, guardare avanti, migliorarsi per rimettersi in gioco.

La voglia di cercare un nuovo impiego o di rinnovare la propria posizione deve andare di pari passo con la consapevolezza che occorre un costante aggiornamento per rendere il proprio curriculum più appetibile.

Non solo: occorre cambiare il proprio mindset e avere la convinzione che la propria età non è un limite, nemmeno sul piano lavorativo, anche se così molti fanno credere.

L’età, in certi contesti, è importante certo, ma non se c’è la giusta esperienza, voglia di fare e la forza di volontà che si può trasmettere già dal primo colloquio.

Vediamo dunque cosa potresti studiare a 40 anni per trovare un nuovo impiego o accelerare la tua carriera.

Cosa studiare all’università a 40 anni per trovare un lavoro? Ecco le nostre idee

Hai 40 anni e stai pensando di migliorare il tuo curriculum e trovare un lavoro?

Questa guida è pensata proprio per te: ti illustreremo quale percorso di studio può fare per te, in modo da riuscire a trovare lavoro o…creartelo.

Leggi i nostri consigli e valuta quale percorso intraprendere per dare uno slancio alla tua carriera e alla tua vita.

Percorso di studi in ambito digital

Lavorare a 40 anni nell’ambito digitale può essere più semplice di quanto sembra. Nonostante le barriere di ingresso apparentemente basse, è necessaria una solida formazione in marketing e comunicazione, con basi di economia e sociologia.

A seconda di quale figura professionale vuoi ricoprire, cambieranno le competenze verticali richieste e il percorso formativo che personalizzerai nel tempo.

Ad esempio, studiando nella facoltà di scienze della comunicazione, potrai lavorare come:

  • copywriter
  • social media manager
  • editor
  • content creator

Con le basi fornite da questa facoltà universitaria, è possibile lavorare come freelance (ovvero libero professionista) o come impiegato per determinate web agency o delle aziende specifiche (private, pubbliche e del terzo settore).

Perciò, non appena si avrà preso piede in questo mondo, sarà anche possibile mettersi in proprio creando la propria attività.

Percorso di studi in economia

La laurea in economia è sicuramente uno dei percorsi di studio più versatili. I laureati in economia sono tra i più ricercati nel mondo del lavoro: per questo scegliere questa facoltà può aprirti diverse porte, dai lavori più “tradizionali” alle nuove professioni digitali. Ad esempio, con una laurea in economia, sarà più facile lavorare nel campo dell’analisi dei dati, nel management aziendale o come esperto contabile.

Le occasioni non mancano.

Percorso di studi in ingegneria

Infine, se stai pensando di rimetterti in gioco, puoi optare per un percorso di studi in ingegneria. Ci sono diverse branche dell’ingegneria: scegliere la specializzazione più vicina a te può guidarti nella selezione del percorso universitario. Ad esempio, Unicusano ha all’attivo corsi triennali e magistrali in Ingegneria, con diverse specializzazioni:

  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Strutture
  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Edilizia
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (LM-23)
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Agroindustriale
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Biomedico
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Gestionale
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Elettronico
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Meccanico
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica (LM-29)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale (LM-31)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Produzione e Gestione
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Automotive
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Progettazione

In più, è attivo anche il percorso di laurea in Ingegneria Informatica.

Anche in questo caso, ci sono tante possibili strade: sta a te capire quale sia la migliore per le tue ambizioni.

Conclusioni

Con questa breve guida ti abbiamo voluto dare delle idee su cosa studiare a 40 anni per trovare lavoro. La verità è che non è mai troppo tardi per imparare un nuovo lavoro e mettersi in gioco per trovare la propria strada. L’importante è non perdersi d’animo, stabilire degli obiettivi e perseguirli.

Tutti i corsi di laurea Unicusano sono disponibili online, grazie alla metodologia telematica: potrai seguire le lezioni comodamente online, connettendoti ad una piattaforma sempre attiva. In questo modo potrai laurearti senza rinunciare a eventuali impegni professionali o personali.

Per saperne di più sui percorsi di laurea Unicusano, contattaci ora.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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