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Come mostrare le competenze linguistiche nel CV?

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Realizzare il proprio curriculum vitae richiede un’attenzione particolare nei confronti dei dettagli e una discreta capacità di sintesi ed espressione.

Si tratta di un “manifesto” che rappresenta le proprie capacità, ragion per cui è opportuno che vada dritto al sodo, senza ridondanze eccessive e concetti troppo contorti. Se si è giovani, neolaureati e con poca esperienza, in genere il CV non va oltre la singola pagina.

Al contrario, quando si occupa già una posizione professionale e si hanno svariate esperienze lavorative da registrare, si può pensare di allungare il proprio curriculum arrivando anche a 3 pagine.

Chiarito il punto relativo alla lunghezza necessaria, un aspetto che non può essere assolutamente trascurato è quello relativo all’inserimento delle proprie competenze linguistiche. Dare all’argomento un’importanza marginale è uno sbaglio da evitare.

Ma come si inseriscono le competenze linguistiche nel proprio CV? Scoprilo in questo articolo.

L’importanza delle competenze linguistiche nel Curriculum Vitae

Quando si compila un curriculum, è importante focalizzarsi sulle informazioni che possono essere davvero fondamentali valutate da un ipotetico datore di lavoro. Il superfluo, com’è stato accennato, deve essere lasciato fuori. Non rientrano in questa categoria le competenze linguistiche che, tra le altre cose, rappresentano uno dei focus di interesse maggiore per chiunque. Per questo motivo non si possono marcire in un angolino in fondo alla pagina.

Come si apprendono le competenze linguistiche

Prima di apprendere la strategia corretta per inserire le competenze linguistiche all’interno del CV perfetto, bisogna capire come si fa ad affinarle.

Non è possibile fare appello ad un metodo di studio unanime per chiunque e, allo stesso modo, valido per tutte le persone dotate di proprie preferenze e caratteristiche.

Un modo per migliorare la conoscenza della lingua straniera, però, esiste: riguarda lo stile, il modo in cui si apprende meglio, che differisce da persona a persona.

Se rientri in quel gruppo di persone che riscontra più facilità a memorizzare le parole di un’altra lingua attraverso l’ascolto, allora vorrà dire che la scelta più saggia sarà focalizzarsi su quello, tramite film in lingua, canzoni ecc.

Al contrario, se riesci meglio con la lettura, allora la soluzione migliore sarà immergersi in libri scritti in lingua originale. La scelta spetta solo a te.

Come si inseriscono le competenze linguistiche nel CV

Una riflessione preliminare, che anticipa l’inserimento delle competenze linguistiche nel proprio CV, riguarderà il destinatario che lo visionerà. Per questo sarà necessario individuare il tipo di azienda a cui ci si rivolgerà, in relazione alla posizione lavorativa per la quale si inoltra la candidatura. A seguire, la sede e un’altra serie di variabili da valutare che ispireranno i cambiamenti e le modifiche da effettuare sul proprio curriculum.

A prescindere da tutto, inserire l’italiano come lingua madre non deve essere considerata un’affermazione scontata, ma va comunque inserita prima di procedere con la descrizione delle competenze relative alle lingue straniere.

A questo proposito, per essere sicuri che si stia procedendo bene nell’inserimento delle competenze, si fa riferimento al Common European Framework of Reference for Languages. I livelli linguistici da annoverare, associabili al Learning, Teaching, Assessment, possono essere raggruppati in 3 fasce:

  • A1 e A2: livello linguistico di base;
  • B1 e B2: livello linguistico intermedio e autonomo;
  • C1 e C2: livello linguistico massimo di cui si ha piena e completa padronanza.

Un’aggiunta preziosa che si può fare riguarda le eventuali certificazioni linguistiche che sono state conseguite, in grado di attestare concretamente il livello della lingua in questione.

Cos’è il quadro europeo delle lingue

Un manifesto unanime, accettato in Europa, è il Quadro comune di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER); si tratta di un sistema descrittivo che è riconosciuto a livello internazionale per attestare le capacità linguistiche.

Tra le varie prove e certificazioni presenti, L’ EF SET è quello considerato come esame standard di inglese che va a valutare – con un certo tipo di accuratezza e attendibilità – i livelli di padronanza della lingua che fanno capo al QCER.

Il QCER, nella sua identità, nasce col proposito di essere usato proprio per descrivere qualsiasi tipo di competenza linguistica in possesso ed è fondamentale in maniera particolare in ambito accademico.

Perché le competenze linguistiche sono così importanti

Le competenze linguistiche, sia nella vita di tutti i giorni che sul lavoro, possono fare davvero la differenza. Non è escluso da questa dinamica il curriculum vitae che, tra le altre abilità, veicola anche il livello di conoscenza delle lingue straniere. Un dettaglio che può rivelarsi utile sul posto di lavoro, per convincere il datore a prendere la decisione definitiva nel far salire a bordo il candidato.

Nel momento in cui si dichiara di conoscere una determinata lingua, ci si mette automaticamente in una posizione privilegiata rispetto a chi, di contro, non dispone delle stesse abilità.

Non da meno, nel caso in cui si ambisse ad incarichi di tipo internazionale, se si è sicuri di riuscire a padroneggiare bene una o più lingue straniere, non sarà difficile emergere anche nel nostro Bel Paese trovando l’opportunità più adatta ai tuoi desideri.

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Credits Immagine: DepositPhotos / Ai825

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