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I 5 divieti più strani nel mondo: le leggi che non ti aspetti

Dal divieto in Inghilterra di morire in Parlamento al divieto di cantare My Way di Frank Sinatra nelle Filippine e tirare lo sciacquone dopo le 22 in Svizzera. Dal divieto di fare jogging nel Burundi al divieto di commercio di ovetti Kinder negli Stati Uniti.

Ci sono moltissime leggi strane al mondo e apparentemente senza senso (alcune di loro, ai giorni nostri, non hanno davvero più senso).

Anche l’Italia non è esonerata: a Capri, a causa del troppo rumore che producono, sono vietati gli zoccoli in legno dal 1960.

Insomma, i divieti strani sono davvero tanti, ma noi ne vedremo 5 nel dettaglio. Ecco quali sono.

5 divieti strani (e alcuni divertenti) nel mondo

Divieti, strani, assurdi, ridicoli e talvolta divertenti: sono in tutto il mondo e sono parecchi. Molte leggi sono antiche e mai state abrogate, altre sono la conseguenza di uno stato e una cultura poco permissiva.

Vediamoli!

#1 In Cina sono vietati i film sui viaggi nel tempo

La Cina vieta i film e serie tv sui viaggi nel tempo.

La spiegazione è questa “Il suo contenuto e lo stile esagerato delle prestazioni sono discutibili […]. Inventano miti con leggerezza, hanno trame mostruose e arrivano a promuovere la superstizione, il fatalismo e la reincarnazione”.

Insomma, se sei un appassionato di film di fantascienza o di avventura, in Cina non troveresti di certo terreno fertile.

#2 In Sud Corea è illegale tatuare

In Corea del Sud è vietato essere tatuatori ma non sono illegali i tatuaggi. Come è possibile?

Solamente al personale medico può eseguire tatuaggi.

I tatuatori però, non mancano: anzi, sono molti e davvero talentuosi, ma sono costretti a lavorare in altri Paesi.

#3 In Gran Bretagna è vietato possedere un salmone in modo sospetto

Le leggi curiose risalenti all’antichità (e mai cambiate da allora) sono più di quante ci aspetteremo in Gran Bretagna. Quella che più ci ha fatto sorridere è forse la Salmon Act, una legge risalente al 1986, che vieta di illegale possedere o trafficare salmone in modo sospetto.

A sfidare questa legge ci ha pensato il giornalista (famoso per i suoi scherzi seriali) Oobah Butler, in un suo video per Vice “Ho sfidato un sacco di vecchie leggi per vedere se mi avrebbero arrestato”. Butler si è infatti messo a gironzolare per le strade di Londra tenendo in braccio un salmone e chiedendo ai passanti se era abbastanza sospettoso.

Altre leggi che ha infranto? Entrare in parlamento indossando un’armatura (legge risalente al 1300), cantare “serenate oscene” davanti alla casa del Primo Ministro. Poi, ha infranto altre 3 leggi: sventolare un tappeto impolverato indossando una gorgiera (il colletto pieghettato tipico dell’abbigliamento aristocratico dal 1500 al 1700), a piedi scalzi e davanti a Buckingham Palace. Le guardie, dopo essersi avvicinate un poco sorprese, hanno riso vedendo le telecamere e spiegata la situazione.

Insomma, sembra che su alcune leggi i britannici chiudano un occhio.

#4 A Singapore sono vietate le gomme da masticare

Sapevi che Singapore è conosciuta come la “città delle multe”? La città-stato è tappezzata di cartelli che recano i vari divieti e il relativo ammontare di multa.

Il divieto che ci sembra tra i più strani è il possedere (e importare) gomme da masticare. Questa legge è pensata per risparmiare sulla pulizia delle strade e marciapiedi.

Altri divieti? Stare nudi in casa se non si hanno le tapparelle abbassate, fumare dove non ci sono i posacenere, non trasportare i durian non confezionati nei mezzi pubblici, poiché questo frutto tipico ha un odore forte e sgradevole.

#5 In Thailandia non si può camminare sopra al denaro

Negli ultimi anni, la Thailandia è sicuramente tra le mete più gettonate del turismo. A renderla famosa nel mondo, le sue spiagge, i suoi paesaggi incontaminati e i suoi tramonti sul mare. E se ci fossero anche qui degli strani divieti?

Ebbene si! Ad esempio, in Thailandia è assolutamente proibito calpestare il denaro. La ragione? Le banconote ospitano il volto del re e, dunque, calpestarlo rappresenterebbe un grave oltraggio alla famiglia reale, anche se fatto involontariamente o con ingenuità.

Come vedi, i divieti strani nel mondo sono davvero molti: se stai studiando giurisprudenza o sei semplicemente curioso, probabilmente troverai qualche divieto curioso anche in Italia. Non ci resta che augurarti in bocca al lupo per i tuoi studi e, se viaggi, di ricordarti questi divieti per evitare brutte sorprese!

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Credits Immagine: DepositPhotos / bakerjarvis

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I 5 migliori sport per abbattere lo stress e studiare meglio

Una vita frenetica, la competitività, le scadenze, i tanti impegni accademici: se ti senti particolarmente sotto pressione, il modo migliore per combattere lo stress (quello negativo, non quello buono che ci stimola a fare del nostro meglio) è iniziare a praticare una disciplina sportiva.

 Esistono numerosi sport per abbattere lo stress: noi ne abbiamo individuati 5 e per ognuno ti spiegheremo perché sono così fondamentali per sconfiggere i momenti stressanti della vita quotidiana.

Se praticati con costanza, ogni giorno, si sentiranno notevoli benefici, non solo a livello mentale ma anche fisico, ovviamente.

Non devono per forza essere sport per cui dovrai spendere molti soldi, e la maggior parte di loro puoi praticarli a casa o per strada. Insomma: non hai proprio scusanti!

Vediamo dunque quali sono questi 5 sport per abbattere l’ansia.

Quali sono i migliori sport per abbattere lo stress? Scopriamoli!

Ognuno trova il proprio modo per combattere lo stress, uno di questi è l’attività fisica. In questo articolo vogliamo proporti le migliori attività fisiche, gli sport per abbattere lo stress e ritrovare la calma. Spesso ci facciamo prendere dall’ansia della vita frenetica di tutti i giorni o dai carichi di studio elevati,  ma grazie a questi sport, se praticati regolarmente, potrai ritrovare la serenità e ti spiegheremo anche il perché possono aumentare la tua produttività e il tuo approccio allo studio.

#1 Yoga

Lo yoga è una disciplina molto importante per il rilassamento e l’autocontrollo. Richiede concentrazione e consapevolezza del proprio corpo, dei propri movimenti.

Lo yoga è dunque un modo perfetto per abbattere lo stress: permette di concentrarsi su se stessi, sul momento presente, sulla calma  e la fluidità dei movimenti, oltre che alla respirazione.

In questa disciplina infatti, il respiro è tutto: quando siamo stressati il nostro respiro diventa irregolare, non usiamo il diaframma. Con lo yoga impariamo a respirare “di pancia”, a controllare e avere maggior consapevolezza del respiro, anche durante la giornata. Ci sono evidenze su come lo yoga aiuti a distendere i nervi, recuperare la concentrazione ed essere maggiormente reattivi durante la giornata. Provare per credere.

#2 Boxe o kickboxing

Sia la boxe che il kickboxing sono due sport antistress che permettono di scaricare l’ansia e lo stress, poiché richiedono di utilizzare la forza e molti muscoli del corpo. Degli sport dinamici insomma, che forniscono un allenamento completo.

#3 Corsa

Correre è un ottimo modo per liberarci dallo stress dal momento in cui si rilasciano endorfine, ormoni che favoriscono la riduzione dello stress.

Uno sport perfetto per:

  • mantenere il peso corporeo;
  • migliorare la circolazione del sangue
  • migliorare l’umore;
  • favorire la respirazione naturale.

Puoi correre in un parco, per goderti anche l’atmosfera verde, lontana dai rumori della città, oppure valutare un tapis roulant per correre in casa.

#4 Nuoto

Il nuoto è uno sport completo, che allena tutti i muscoli e permette di concentrarsi sul respiro. Ma questi non sono gli unici fattori che influiscono nel controllo dello stress.

Il fatto di esseri avvolti dall’acqua, un elemento naturale che ci ricorda molto uno stato primordiale, quello all’interno della pancia della mamma, un luogo sicuro e avvolgente, ci permette di distaccarci dal mondo esterno e concentrarci su questa nuova dimensione.

Questo sport, insieme a tutti gli altri che si svolgono in acqua, sono particolarmente indicati per chi ha problemi alle articolazioni o traumi di vario genere. Corsa e boxe possono infatti essere sport che impattano negativamente su legamenti e articolazioni che sono già fragili.

#5 Camminata

La camminata è un potente antistress che permette di rilassare i sensi. Esistono vari tipi di camminata e puoi scegliere quella che più si adatta alle tue esigenze e che ti rilassa di più.

Se ne hai la possibilità, cammina in spazi verdi, che sia in mezzo alla campagna o nel parco della tua città. La natura, il verde, rilassano molto la mente e allentano le tensioni.

Alcune persone non amano camminare sole, per questo è anche possibile trovare un compagno di camminata, con cui socializzare: esistono addirittura dei gruppi appositi per praticare questo sport.

Se invece preferisci dedicare questo momento solamente per te, allora ti consigliamo di provare anche la meditazione camminata: si tratta di un tipo di meditazione che si svolge mentre si sta camminando, occorre liberare la mente e concentrarsi sul respiro e i propri passi. Aiuta molto a liberarsi dallo stress e può rivelarsi il perfetto antistress!

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Ti senti fermo nello studio? Ecco come superare il blocco dello studente

Stai provando o hai già sperimentato il famoso “blocco dello studente”?

Nella carriera di uno studente universitario, possono capitare dei momenti in cui ti senti particolarmente sotto pressione. Il cosiddetto blocco dello studente è uno stato psicologico che può nascere da vari motivi e spesso se ne va proprio come è arrivato: in maniera naturale. Tuttavia, gli scenari più da incubo sono: giorni prima di un esame, blocco, enormi paranoie e preoccupazioni, completo abbandono alla tristezza e infine esame, quasi sempre non passato.

Il blocco dello studente è una sensazione di impotenza, frustrazione, ansia, davanti ai libri, davanti alla prospettiva del dover studiare. In genere, viene quando il carico di studio è tanto e non ci si organizza, se la materia non piace, o se si sta affrontando un periodo carico di cambiamenti e sfide, seguito da problemi personali che tolgono qualsiasi energia.

Questo blocco ovviamente impedisce di studiare e di avere un buon rendimento. Se capita di frequente ed è dovuto specialmente dalle materie, potrebbe essere un campanello d’allarme dell’insoddisfazione per il proprio percorso di studi.

Se però così non fosse, non temere: esistono delle tecniche per riuscire a mantenere la concentrazione e ritrovare uno slancio di produttività.

Come superare il blocco dello studente? Alcuni consigli per riprendere a studiare!

Vuoi superare la sensazione di blocco davanti ai libri? Allora questo articolo potrà esserti di grande aiuto!

La situazione psicologica di impotenza e frustrazione davanti ai libri la si può aggirare se si abbatte l’ansia e si procede per gradi. Ecco alcuni nostri consigli e tecniche per studiare più serenamente.

Utilizza tecniche per mantenere la concentrazione

Ne avrai sentito parlare, forse. Si tratta della Tecnica del Pomodoro, una strategia per mantenere la concentrazione su ciò che si sta facendo, che sia studio o lavoro.

In molti la provano e la ritengono utile: se non la conosci, allora vale la pena di fare un tentativo. Ma come funziona?

Potresti utilizzare una app del telefono (ne puoi trovare molte scrivendo anche solo tecnica del pomodoro) oppure puoi semplicemente utilizzare il cronometro.

Questo è il modo in cui funziona questa tecnica:

  • ogni sessione si basa su intervalli di 25 minuti di studio e 5 minuti di pausa
  • ogni 4 sessioni (dette anche pomodori) bisogna prendersi 10 o 20 minuti di pausa lunga

Perché ogni sessione è di 25 minuti? Perché in media è la capacità di concentrazione della nostra mente. Dopo 30 minuti di concentrazione intensa, essa tende a deteriorarsi, e allora noi che invece vorremmo essere vigili, cerchiamo di non vacillare e rimanere concentrati. Così facendo però, ci stanchiamo e finiamo per fare pause di continuo, fino a non trovare più la concentrazione.

Le pause durante lo studio sono fondamentali e non bisogna tralasciarle pensando di perdere tempo. Poiché è appunto tutto il contrario! Darsi una pausa di 5 minuti in cui puoi fare un breve camminata o dello stretching, ti aiuterà a rinnovare la capacità di concentrazione della mente.

Potresti porti l’obiettivo di studiare per 5 ore al giorno e, finita la sessione, stacca completamente per dedicare tempo a te stesso. fai una passeggiata, chiama qualcuno per una conversazione piacevole, cucina, fai esercizio fisico o suona uno strumento. In questo modo potrai rielaborare le informazioni e gli stimoli ricevuti. Insomma, distrarti è fondamentale se fatto al momento giusto poiché la mente farà il suo dovere: rielaborare, riorganizzare ed assimilare le informazioni che hai studiato.

Spesso, il blocco davanti allo studio avviene quando siamo troppo “esauriti”. Fai sì che ciò non accada.

Abbatti lo stress

Lo stress è tuo nemico, quando si parla di blocco dello studente. Ci sono tanti modi per alleviare questa sensazione, almeno in parte:

  • Dedica tempo alle tue passioni. Se ti trovi in un momento particolarmente impegnativo della tua carriera da studente, magari perché sei in attesa di un esame importante o della discussione della tesi di laurea, trova il tempo di dedicarti alle tue passioni, almeno qualche ora. Questo ti aiuterà a abbattere lo stress e ad essere più felice
  • Esci con gli amici. Stare ore e ore sui libri non serve, se non sei concentrato. Stacca qualche ora per vedere le persone a cui vuoi bene, soprattutto quando ti senti sopraffatto
  • Pianifica gli impegni. Spesso il blocco nasce dalla sensazione di essere “travolti” dalle cose da fare. A questo punto, è sempre bene organizzare lo studio per tempo, costruendo una vera e propria tabella di marcia. Te ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Organizza lo studio

Organizzare lo studio è vitale per avere sempre tutto sotto controllo e ottimizzare il tuo rendimento. Pianificare ti permette di gestire per tempo la preparazione dell’esame, anche tenendo conto di possibili imprevisti. Una buona pianificazione può essere fatta partendo da questi aspetti:

  • Segna le date degli esami che vuoi sostenere in una sessione
  • Fatto questo, inizia a osservare il materiale di studio
  • A questo punto, conta i giorni a disposizione per studiare che ti separano dall’esame e “scomponi” lo studio del materiale, dandoti degli obiettivi giornalieri, settimanali e mensili
  • Calcola sempre un margine di errore e inserisci nella pianificazione (che dovrai scrivere nero su bianco) delle ore dedicate al ripasso, per fissare meglio i concetti

Studia insieme a qualcuno (ma assicurati che sia la compagnia giusta!)

Ci sono studenti che sono più motivati a studiare in gruppo, o nelle aule studio, o da soli. Se non hai mai avuto modo di appurare che in compagnia sei meno produttivo e ti lasci distrarre, allora fai un tentativo: cerca un compagno di studi.

Assicurati però che non ti distragga, o che vi distraiate a vicenda. Cerca una persona motivata e che sa motivarti!

Elimina ogni distrazione

Spesso, a bloccarci sono gli stimoli continui che riceviamo, distraendoci di continuo e togliendoci la motivazione di studiare.

Per questo, ti consigliamo di eliminare ogni fonte di distrazione, che molto spesso sono le notifiche del cellulare. Metti il tuo smartphone in modalità aerea. Se in ogni caso senti il bisogno di guardare il cellulare, installa un’app che blocca il telefono per un tot di tempo, così risolverai il problema alla radice.

Stai tenendo sotto controllo la tua salute?

A volte, uno stile di vita sbagliato è nocivo per il tuo rendimento. Perciò assicurati di:

  • dormire abbastanza ore a notte (7-8 ore)
  • bere abbastanza
  • svegliarti presto la mattina (e non fare le ore piccole la notte!)
  • mangiare correttamente, con cibi nutrienti e sani (lascia perdere il cibo spazzatura e cucina i tuoi pasti!)
  • fare regolarmente attività fisica (almeno 30 minuti di camminata veloce al giorno)

Su come superare il blocco dello studente abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che applicare i nostri consigli e iniziare a riprenderti la tua concentrazione sui libri.

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Come preparare le slides per la tesi di laurea: la guida passo passo

Il giorno della discussione della tesi si avvicina? Se stai per laurearti, uno dei pensieri che più ti tormenterà riguarderà sicuramente il momento in cui ti troverai davanti alla Commissione per discutere il tuo elaborato. Uno dei passaggi più importanti che riguarda la discussione è la presentazione della tua tesi.

Dunque, la domanda è: come preparare le slides per la tesi di laurea?

Le slides non sono affatto il riassunto della tesi: sono solo una sorta di “guida”per aiutarti durante l’esposizione, così da non perdere il filo del discorso.Per poter essere ordinate e leggibili, bisogna considerare vari elementi. Spesso si tende a voler riempire gli spazi, senza pensare che renderà tutto più confuso.

In questa guida ti illustreremo come preparare le varie slides per la presentazione della tua tesi di laurea, passaggio per passaggio.

Come fare una presentazione per la tesi di laurea

Scrivere l’elaborato finale è uno dei compiti più emozionanti e impegnativi nella vita di uno studente. L’esposizione della tesi è il coronamento di questo lavoro e, per questo, deve essere curata nei minimi particolari. Se deciderai di fare delle slides per accompagnare la tesi, sappi che ci sono una serie di suggerimenti che, se applicati, possono davvero fare la differenza per aiutarti a creare una presentazione adeguata della tua tesi di laurea.

Nei prossimi paragrafi ti spiegheremo come sfruttare tutti gli strumenti a disposizione, come rendere le slides leggibili e come strutturarle. Non ci resta che cominciare.

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#1 Impara ad usare bene gli strumenti del programma che decidi di utilizzare

Prima di tutto, occorre decidere il programma migliore per creare le tue slide. La scelta è libera: puoi optare per il programma con cui ti trovi meglio a lavorare. Le opzioni sono davvero tante.

  • Powerpoint è il programma più utilizzato ed è quello che probabilmente saprai già usare. Tuttavia, per poterlo utilizzare è necessario avere a disposizione il pacchetto Office
  • Un’alternativa è Presentazioni di Google, un tool online che è molto simile come interfaccia a Powerpoint
  • Se invece vorresti utilizzare un programma che ti permette di creare mappe concettuali, allora ti consigliamo Prezi, un tool online gratuito
  • Un altro programma interessante per creare presentazioni è Canva. Si tratta di un programma online, gratuito, che ha in archivio decine di modelli personalizzabili in base alle tue esigenze.

Un consiglio: qualsiasi programma tu scelga di utilizzare, è importante capire come funziona il prima possibile e non a ridosso della discussione della tesi. Questo perché gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo ed è buona abitudine lavorare d’anticipo.

In ogni caso, i consigli che ti daremo successivamente valgono per qualsiasi tool userai.

PLUS: Prima di iniziare a creare digitalmente la tua presentazione, consigliamo di creare una sorta di mappa concettuale molto semplice su carta, così potrai avere una scaletta da cui partire.

#2 Rendi le tue slides il più leggibili e curate possibile

La leggibilità della tua presentazione è molto importante: non solo aiuta te nell’esposizione, ma anche chi ti ascolta, che per concentrarsi sull’argomento leggerà le slides.

Se però queste sono confusionarie, illeggibili, con colori poco consoni, animazioni che distraggono, ecco che la tua presentazione perde efficacia. Vediamo dunque come puoi assicurarti che non accada:

  • Mantieni uno stile minimal come regola di base
  • A livello visivo, utilizza una palette di colori unica e un solo tipo di font, non cambiare troppo
  • Preferisci uno sfondo chiaro con scritte scure e non il contrario (se la tua università già dà indicazioni per il tema da scegliere, nel caso di Powerpoint, allora usa quello)
  • Non usare animazioni troppo “creative”
  • Non inserire immagini animate, ma immagini fisse
  • Utilizza font leggibili, come Arial, Verdana, Comic Sans, Calibri (questi sono leggibili anche per persone affette da dislessia)
  • Non usare effetti sonori (distolgono l’attenzione)
  • Evita l’utilizzo delle formattazioni come il sottolineato o il corsivo (usare quest’ultimo solo per citazioni) e fai uso del grassetto con parsimonia

#3 Non creare slides prolisse

Come già ti abbiamo anticipato, la presentazione non deve essere un riassunto della tua tesi, ma una mappa concettuale che guida il tuo discorso, in modo da non perderti e rimanere concentrato.

Perciò non devi riempire le slides di concetti, per farle sembrare più “piene”: otterrai solamente l’effetto contrario, ossia di un lavoro poco chiaro e leggibile. In linea di massima, le slide non dovrebbero contenere più di 3 frasi. Abbiamo già detto che uno stile minimal è da prediligere: per questo crediamo nell’importanza della sintesi, anche nei testi delle slide.

#4 Esponi con chiarezza i vari concetti, per non fare confusione

Fai molta attenzione nel preparare le slides per la tesi di laurea: evita di fare slides confusionarie, o sarà un problema in primis per te quando dovrai esporre.

La leggibilità è importante, come abbiamo visto, ma anche la chiarezza dei contenuti lo è. Vediamo le regole da seguire:

  • segui la regola del “un concetto —> una slide”: non utilizzare una slide per esporre argomenti diversi, poiché confonderebbe chi ti ascolta;
  • utilizza elenchi puntati, grafici, tabelle, frecce: fai risultare il tutto il più schematizzato possibile.

#5 Fai attenzione a come strutturi la presentazione

All’inizio di questa guida ti abbiamo consigliato creare una mappa concettuale cartacea, così da avere un’idea approssimativa da seguire.

Ora ti indicheremo la struttura migliore per preparare la presentazione. Si tratta di una sorta di “scaletta”, utile per capire come ordinare le slide:

  • Le prime slides devono contenere chiaramente l’argomento che tratterai e come lo svilupperai, in modo che chi ti ascolta capirà il tuo filo logico;
  • Per introdurre i concetti, poni delle domande: dedica un’intera slide solo per citare la domanda, poiché attirerà l’attenzione;
  • Non utilizzare la presentazione automatica;
  • Per regolarti su quante slides fare, considera di farne una ogni 40 secondi circa che parli, in questo modo ti aiuterà anche a scrivere concetti semplici;
  • Per concludere, non dedicare un’intera slide solo per i ringraziamenti. Opta invece per una frase ad effetto per poi scrivere sotto, in piccolo, un semplice “grazie”.

Questa era la nostra guida su come preparare le slides per la tesi di laurea: ora non ti resta che metterti a lavoro e goderti appieno questo traguardo.

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I 7 romanzi di fantascienza che dovresti leggere assolutamente

Ti incuriosiscono i romanzi di fantascienza? Sei già un appassionato lettore o un novizio che vuole entrare in questo mondo futuristico e ignoto?

La fantascienza ha origini più antiche di quanto si possa pensare: a inizio ‘900 avevo attirato molta attenzione con la pubblicazione di racconti nelle riviste, ma il precursore di questo genere proviene dal lontano 1818, ed è ancora famosissimo: Frankenstein.

In questo articolo abbiamo selezionato 7 libri di fantascienza che dovresti assolutamente leggere per introdurti al genere. Ecco quali sono.

I romanzi di fantascienza che ti consigliamo per appassionarti del genere

Se stai cercando i migliori romanzi di fantascienza, questa raccolta di titoli fa per te.

I libri di fantascienza sono tantissimi; tanti sono diventati addirittura dei film famosi. Noi abbiamo radunato 7 libri fantascientifici che dovresti leggere, sia se sei già amante, sia che tu abbia appena iniziato.

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#1 Il mondo nuovo – Aldous Huxley

Un romanzo di fantascienza distopico in cui in uno stato totalitario futuristico, ogni azione è pianificata ai fini della produttività. I cittadini possiedono il totale benessere fisico, ma in cambio devono rinunciare a ogni emozione, sentimento, e manifestazione della propria individualità.

In questo mondo, come può vivere chi non si uniforma? Ti lasciamo approfondire la risposta nella lettura. Sicuramente uno dei più grandi libri di fantascienza mai scritti e più celebri in assoluto.

#2 Quoziente 1000 – Poul Anderson

La trama è semplice: la Terra esce da un campo di forza sconosciuto che inibiva lo sviluppo dell’intelligenza. Senza questo limite, in ogni essere vivente, l’intelligenza cresce a dismisura.

Vivere con gli animali diventa difficile, ma anche con la propria mente, che raggiunge nuove capacità, portando a una rivoluzione della civiltà. Un libro particolare, che qualunque appassionato dovrebbe avere nella propria libreria.

#3 L’uomo disintegrato – Alfred Bester

Nel futuro una parte dell’umanità è formata da telepati, detti “Esper” che hanno il compito di usare i propri poteri per garantire protezione all’umanità, e devono sottostare a un rigido codice morale.

Ma in un mondo dove ogni cattiva intenzione viene intercettata, è possibile compiere un omicidio?

Ciò che caratterizza questo libro è l’uso particolare del segno grafico, usato sia per rappresentare le conversazioni telepatiche, ma anche per scrivere nomi, come “Jo ¼maine”.

#4 Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

Il protagonista è un pompiere. In questo mondo però, i pompieri accendono incendi: fanno irruzione nelle case e bruciano i libri, che per legge non devono esistere. Il pompiere però, è infelice e, quando si innamora di una ragazza, sorgono varie domande: perché bruciare i libri? Cosa c’è da nascondere?

Un giallo distopico avvincente, un classico del genere.

#5 Ciclo dei Robot – Isaac Asimov

Come non includere nella lista dei romanzi di fantascienza, l’autore che più ha segnato questo genere letterario?

Asimov è autore di numerosi libri e saghe, che si caratterizzano per la presenza di un mix di scienza, tecnologia, giallo.

In particolare, ti citiamo Ciclo dei Robot, che raccoglie un insieme di racconti e romanzi dove il tema principale sono appunto i robot positronici, inventati dall’autore, che si differenziano da quelli normali poiché il loro cervello è progettato per obbedire alle Leggi della Robotica.

Insomma, per capirci di più, non ti resta che prendere in mano i suoi libri.

#6 Il futuro di vetro e altri racconti – Autori vari

Questo libro raccoglie una serie di racconti brevi fantascientifici, scritti da autori vari.

Te lo consigliamo particolarmente poiché è un libro completo, che presenta tutte le sfumature della fantascienza: robot, civiltà futuristiche, menti avanzate, viaggi nel tempo, realtà alternative, alieni.

Leggilo e non te ne pentirai!

#7 Il condominio – J. G. Ballard

Non possiamo non concludere con un romanzo di J. G. Ballard, grande autore di libri di fantascienza.

Immagina un enorme grattacielo-condominio: un edificio all’avanguardia e di lusso, una sorta di città verticale, dove si trova di tutto al suo interno. Quando una sera hanno inizio una serie di piccoli blackout, la gente entra nel panico, non sapendo cosa fare. I condomini così, regrediscono a comportamenti e stili di vita primitive.

Sui libri di fantascienza migliori da leggere abbiamo detto tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona lettura e una piacevole pausa dallo studio.

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Come superare gli esami di giurisprudenza? L’approccio da seguire

Giurisprudenza è ritenuta per molti una delle facoltà più difficili, a causa del grande carico di informazioni che si devono ricordare con precisione. Ma come superare gli esami di giurisprudenza?

Per poter andare bene all’esame, devi dedicare parecchio impegno allo studio.

Ciò che conta non è tanto il tempo che passi a studiare, ma la qualità dello studio. Occorre infatti un giusto approccio per poter dare il meglio e sfruttare il tempo disposizione per sentirsi abbastanza sicuri di aver dato la giusta attenzione a ogni argomento. Puoi fare questo avendo cura di seguire un metodo, che può aiutarti a ottenere risultati abbattendo gli sforzi al minimo.

Per questo motivo, abbiamo pensato a qualche consiglio su come superare gli esami di giurisprudenza senza troppe difficoltà e senza farti prendere dal panico. Eccoli qui.

Il giusto approccio per superare gli esami di giurisprudenza: tutti i consigli

Se ti stai preparando per una sessione e ti chiedi come superare gli esami di giurisprudenza, sei nel posto giusto. Prepararsi ad un esame è fonte di stress, specialmente per giurisprudenza, dove dovrai ricordare parecchie cose.

Ti daremo alcune indicazioni per riuscire ad affrontare al meglio i tuoi esami!

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Rimani motivato

Cerca di tenere sempre alta la motivazione. Ciò significa ricordarti perché stai studiando in questa facoltà. Potrebbe essere per il tuo futuro lavoro, o magari perché desideri aprirti altre porte. Non ha importanza la tua motivazione, ma tienila sempre a mente.

Fissati degli obiettivi a breve e lungo termine: vedere che riuscirai a raggiungerli farà innalzare la tua autostima e ti motiverà ancora di più a proseguire.

Un altro consiglio inoltre è di ripassare sempre un po’ ogni giorno: constatare che sei riuscito a ricordare ciò che avevi studiato giorni prima ti darà la giusta carica per continuare a studiare. Il ripasso è una fase importantissima, non solo per la motivazione: ti aiuta a fissare le informazioni e, per questo, deve essere sempre presente in una buona routine di studio.

Segui le lezioni con attenzione

Forse ti sarai reso conto che, se alle superiori seguivi una lezione attentamente, poi studiare a casa era più semplice.

Seguire le lezioni infatti, è davvero utile:

  • Le basi della materia te le fai a lezione, quindi quando studierai, ricorderai già qualcosa;
  • Nel caso avessi subito dei dubbi, puoi chiedere al docente di rispiegare, così da evitare perdite di tempo durante lo studio;
  • Potrai spezzare il programma d’esame da studiare in più parti, anziché farlo interamente. In questo modo avrai meno cose da tenere a mente.

Ma seguire le lezioni cosa significa? Quello che consigliamo è seguirla in modo attivo, ossia partecipando, prendendo appunti, facendo domande. Mentre ascolti la lezione, puoi ad esempio iniziare a costruire delle mappe concettuali, che ti aiuteranno ad associare i concetti con maggiore efficienza.

Questo perché scrivendo memorizzerai molto di più e inoltre, eviterai di fare il doppio del lavoro.

Usa il giusto metodo di studio e ripassa spesso

Se ti stai chiedendo come superare gli esami di giurisprudenza con un buon metodo di studio, siamo qui apposta per rivelarti che, nonostante sembri la via più semplice, imparare a memoria non è un metodo efficace.

Il metodo di studio per giurisprudenza può fare davvero la differenza per ottenere risultati. Il nostro consiglio per un buon metodo di studio è mettere in atto questi punti:

  • Segui le lezioni e prendi appunti
  • Entro 24 ore da quando hai preso appunti, rileggili più volte (aiuterà a memorizzare, poiché dopo un giorno già comincerai a dimenticare la lezione!)
  • Approfondisci sui libri i vari concetti delle lezioni, sottolineando le parole chiave
  • Ripeti ciò che hai letto ma a parole tue, pur avendo attenzione per il linguaggio scientifico. L’importante è “interiorizzare” i concetti
  • Interroga te stesso facendoti delle domande e testa la tua capacità di reazione. Prova a fare dei collegamenti e assicurati di aver capito davvero l’argomento che stai studiando

Pianifica il carico di studi

Una cosa molto sottovalutata dagli studenti universitari è il saper pianificare le giornate di studio.

Essenziale invece è creare un programma giornaliero, una sorta di tabella di marcia che ti consente di rimanere entro i tempi. Ecco dei consigli:

  • Fissa sul calendario le date di esame e organizza il carico di studio
  • Parti dalle cose più complesse o noiose e suddividi in questo modo:
    • giorno 1: da tot capitolo a tot capitolo
    • giorno 2: da tot capitolo a tot capitolo + ripasso del giorno precedente

Oltre al programma giornaliero, puoi darti anche degli obiettivi più “macro”, che interessano ad esempio la settimana e il mese. Puoi continuare così fino alla data d’esame.

Fai pause e non trascurare la tua vita sociale

Uno degli sbagli più frequenti di uno studente universitario è il voler studiare per ore di continuo, senza mai fare pause o prendersi delle ore durante la sessione solo per dedicarsi ai propri interessi.

Nulla di più errato! La concentrazione non si riesce a mantenere per tanto tempo, per questo il nostro cervello ha bisogno di momenti di stacco per rielaborare tutto.

Ogni 20 minuti di studio intenso, fai 3-4 minuti di passeggiata fuori dalla stanza, per poi rimetterti sui libri. Dopo un’ora, permettiti di fare una pausa più lunga per dedicarti a qualcosa di più rilassante. Questa è anche chiamata tecnica del pomodoro.

In questo modo sarai più produttivo, poiché anziché distrarti, riuscirai a tenere la mente fresca più a lungo.

Non dimenticarti inoltre, di non tralasciare la tua vita sociale. Esci comunque con amici, non rinchiuderti in casa. Servirà ad allentare lo stress e alzare il tuo umore.

Studiare giurisprudenza con Unicusano

Avere un valido aiuto nello studio è ciò che può aiutarti di più a crescere. Unicusano è particolarmente attento alle esigenze degli studenti. Per questo, iscrivendoti alla laurea in giurisprudenza del nostro Ateneo, potrai contare su una serie di benefici per il tuo studio. Anzitutto, la metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai studiare comodamente da casa, accedendo ad un portale online attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Per aiutarti a pianificare gli esami e trovare il metodo di studio ideale per te, Unicusano mette a tua disposizione un tutor didattico per tutta la durata dei tuoi studi. Avere un supporto costante migliorerà le tue prestazioni e ti permetterà di affrontare gli esami con maggiore serenità.

Per iscriverti alla laurea Unicusano in giurisprudenza online, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Perché dovresti lavorare sulle soft skills (e come possono aiutarti nel lavoro)

Hai mai pensato a cosa può fare davvero la differenza tra te e un altro candidato ad un colloquio? Secondo molte ricerche, questo elemento differenziale ha un nome: soft skills. Ma perché sono così importanti per i datori di lavoro e come possono aiutarti a fare la differenza?

Partiamo da un principio: ci sono le hard skills e le soft skills. Le prime sono le competenze/conoscenze più tecniche che aiutano a eseguire un lavoro nello specifico; le soft skills nel lavoro, invece, sono quelle competenze che riguardano la nostra persona e il modo in cui ci poniamo con gli altri e relativamente alle varie situazioni.

Sono dunque particolari capacità che ci permettono non necessariamente di essere bravi a fare un lavoro nello specifico, ma di eseguirlo al meglio.

Queste capacità si imparano con il tempo, facendo esperienza. Esse rappresentano tratti della personalità, le attitudini, gli stili di comunicazione ed espressione, di relazione con gli altri e gestione delle risorse interne ed esterne. In questa guida ti spieghiamo perché queste competenze trasversali sono così preziose nel lavoro e come fare per acquisirle.

Perché le soft skills nel lavoro sono importanti?

Le soft skills o abilità trasversali sono richiestissime in azienda. Cosa sono? Facciamo un esempio. In un lavoro come l’avvocato, una hard skill potrebbe essere la conoscenza della legge, che serve per mettere in pratica le tue mansioni specifiche, mentre una soft skill potrebbe essere il problem solving, che ti permette di arrivare a una soluzione in un problema che si presenta nella realizzazione del tuo lavoro.

Ecco le più famose soft skills richieste a lavoro e perché ti aiutano nel concreto.

LEGGI ANCHE >> Parlami di te al colloquio di lavoro: ecco come rispondere

Problem Solving

Significa saper utilizzare tutte le risorse a disposizione per riuscire ad analizzare una data situazione problematica per poi cercare di individuare il piano migliore per risolvere il problema e ovviamente, saperlo mettere in atto.

Essere problem solver ti aiuta ad anticipare e gestire i problemi con una certa velocità, senza andare nel panico. Per questo è importante allenare questa skill, magari con l’esperienza. Puoi provare ad esporti gradualmente a problemi sempre più grandi, per iniziare a pensare a nuove modalità di reazione.

Team Management / Leadership

La capacità di leadership ci permette di essere buoni leader. Saper ascoltare il pensiero del proprio team e saper dirigere per raggiungere degli obiettivi, tenendo presente le potenzialità di ogni singolo membro del gruppo.

Ciò significa non prevaricare sugli altri, non essere autoritari, ma far valere le proprie idee e stimare anche quelle degli altri, per poi spronare il gruppo verso una direzione.

Pensiero Critico

È la capacità che ci permette di avere pensieri nostri, a seguito di attenta analisi e mettendo in discussione un problema o una situazione. Avere pensiero critico è utile per scorgere tutti gli angoli di una situazione, analizzandola da diverse prospettive.

Gestione Dello Stress e Capacità di adattamento al contesto lavorativo

In qualsiasi ambito lavorativo, dovrai aver a che fare con lo stress. Esistono ambienti lavorativi più stressanti di altri, ma quando c’è da raggiungere un obiettivo, che sia di vendita o di progettazione o creazione, si hanno dei tempi, delle persone, delle risorse da saper gestire.

Queste situazioni possono essere stressanti, per questo motivo occorre saper gestire lo stress e sapersi anche adattare alle nuove situazioni e contesti.

Per imparare a gestire lo stress, segui questi passaggi:

  • Individua la fonte di stress e analizzala
  • Capisci cosa puoi fare per rendere la situazione meno ansiosa per te
  • Metti in atto strategie per minimizzare la fonte stressante

Proattività

Cosa significa essere proattivi? Chi possiede questa soft skill nel lavoro significa che sa prendere decisioni da sé e prende l’iniziativa in una determinata mansione. Fa dunque di più di ciò che era stato richiesto o che ci si aspettava.

La proattività è fondamentale per mostrare il proprio potere decisionale e il proprio spirito di adattabilità: per questo è molto apprezzata dai datori di lavoro.

Teamworking

Saper lavorare in squadra, in un team di lavoro, significa saper confrontarsi e gestire il lavoro con altre persone. Dimostrare di saper collaborare con altri per il medesimo obiettivo è molto richiesto nel mercato del lavoro.

Altre soft skills per il lavoro

Ecco altre soft skills che saranno utili al lavoro:

  • Autonomia (ovvero saper portare a termine le proprie mansioni senza necessariamente avere la supervisione di qualcuno);
  • Capacità di organizzazione: saper organizzare le risorse e prefissare obiettivi, pianificando a seconda del tempo a disposizione e gli strumenti adeguati;
  • Attenzione ai dettagli: ovvero essere accurati, diligenti;
  • Essere intraprendente: significa avere spirito d’iniziativa e presentare entusiasmo verso un progetto;
  • Doti comunicative: saper ascoltare e comunicare in modo efficace, assertivo, sia con i collaboratori ma anche eventuali clienti.

Ora non ti resta che allenare le tue soft skills e potenziare i tuoi risultati.

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I 6 lavori del futuro per laureati in economia

Se sei uno studente di economia (o vorresti diventarlo), sicuramente vorrai saperne di più sugli sbocchi lavorativi di questo percorso di studi.

I lavori per laureati in economia sono noti a tutti, primi fra tutti, il commercialista e il revisore contabile…ma se ce ne fossero di nuovi e di “alternativi” rispetto alle professioni più classiche?

Se ti stai chiedendo cosa fare dopo economia, oltre alle classiche professioni, una laurea in economia conviene se vuoi intraprendere una strada meno battuta ma allo stesso tempo estremamente interessante. Al giorno d’oggi, con la rivoluzione tecnologica e la digitalizzazione, il mercato del lavoro è cambiato notevolmente, offrendo nuovi sbocchi lavorativi. Per chi ha una laurea in economia, sbocchi lavorativi nel mondo digitale sono una grande possibilità, che rivoluzionano completamente il mercato del lavoro.

Perciò, perché non provare? Scopriamo insieme cosa fare dopo una laurea triennale (o magistrale) in economia.

Che lavoro fare dopo una laurea in economia

Una laurea in economia è la scelta giusta se desideri un lavoro al passo con l’era digitale in cui stiamo vivendo. Numerosi sono gli sbocchi lavorativi economia e management che possono darti gratificazione, incontrando i tuoi interessi. Purtroppo, essendo professioni emergenti, spesso non se ne parla, finendo così per limitare i lavori laureati in economia. Per questo abbiamo raccolto qui i lavori del “futuro” per chi ha intrapreso studi economici. Eccoli nel dettaglio.

Brand Manager

La figura del Brand Manager è quella che, all’interno di un’azienda, si occupa della promozione, dalla creazione della campagna marketing alla pubblicizzazione del prodotto. Possiamo definirlo il “responsabile del marchio” dell’azienda. Un mediatore tra la direzione e la produzione. Si occupa dello sviluppo di nuovi prodotti e interagisce con i settori marketing e di comunicazione e vendite.

È una professione che ha la responsabilità di creare un brand forte, una marca distintiva di successo, con la capacità di soddisfare le esigenze dei consumatori e diventare così la scelta preferita all’interno del proprio mercato di riferimento.

Un background in economia e marketing è utilissimo per approcciare a questa professione.

E-Commerce Manager

Se ti stai chiedendo cosa fare dopo la laurea triennale in economia, questa professione potrebbe piacerti.

Ti sarà capitato, almeno una volta, di acquistare in uno store online. Un ecommerce non è solo un negozio virtuale: è un insieme di strategie studiate da esperti per facilitare il percorso dell’utente e facilitare la vendita. Questi esperti sono gli e-commerce manager.

L’e-commerce manager è la figura che ha il compito di:

  • definire le strategie di vendita
  • gestire le vendite online
  • monitorare l’andamento delle vendite
  • analizzare i flussi di dati relativi agli utenti/clienti che utilizzano il negozio online
  • scegliere, gestire e mantenere i rapporti con i fornitori
  • collaborare con le figure che si occupano di digital marketing
  • lanciare nuovi prodotti e servizi

Queste sono solo alcune delle mansioni di chi si occupa di e-commerce menagement e collabora a stretto contatto con tante altre figure del settore di vendita, comunicazione, design ed esperti del digitale.

Business Analyst

Il Business Analyst è uno dei lavori per laureati in economia. È l’esperto che si occupa di migliorare l’attività commerciale di un’azienda per poter raggiungere determinati obiettivi.

Per farti capire meglio qual è l’ambito di interesse di questo professionista, ecco le mansioni di un Business Analyst sono:

  • individuare le necessità dell’azienda
  • creare un piano d’intervento e il bilancio preventivo
  • elaborare periodicamente i report
  • considerare le aree critiche ed intervenire di conseguenza
  • proporre nuove strategie
  • aiutare nelle strategie dell’azienda
  • analizzare gli scostamenti di budget

Data Specialist

Lo possiamo tradurre in specialista dei dati, ma qual è la sua funzione di preciso in un’azienda? Trasforma i dati che ricava in informazioni che possano essere comprese (da chi non è esperto come lui) che riguardano tutti i reparti dell’azienda.

L’azienda più così utilizzare quei dati per adottare nuove strategie e avvantaggiarsi, eventualmente, sul mercato.

Il Data Specialist è colui che:

  • Identifica gli obiettivi dell’analisi dei dati con i dirigenti e responsabili
  • Raccoglie i dati da fonti interne/esterne
  • Ripulisce i database per eliminare i dati non importanti
  • Trova e corregge probabili errori nei database
  • Analizza i dati per trovare i trend
  • Realizza report con risultati

Con una laurea in economia gli sbocchi lavorativi come questi sono all’ordine del giorno!

Product Manager

Questa professione è uno degli sbocchi lavorativi di economia e management. Il Product Manager si occupa, come dice il nome, del prodotto. Nello specifico, è il diretto responsabile del prodotto per tutto il ciclo di vita.

In quanto Product Manager dovrai occuparti dal lancio sul mercato di un prodotto, fino alla sua uscita dalla produzione.

In questo lasso di tempo, dovrai definire gli obiettivi commerciali e adottare strategie di marketing efficaci per raggiungerli.

Lavorando in grandi aziende e multinazionali, dovrai ideare strategie innovative per promuovere i prodotti, lavorare a stretto contatto con il Data Specialist per poter avere un report dei risultati delle indagini di mercato e modificare le tue strategie a seconda delle esigenze di mercato e del consumatore.

Account Manager

L’Account Manager è quel professionista che si occupa di controllare e supervisionare, poiché è il responsabile della gestione, sviluppo e mantenimento dei clienti di una determinata azienda, e si occupa inoltre dell’assestamento del business aziendale.

Questo profilo si trova a metà tra la vendita e l’assistenza clienti, per questo si occupa dei bisogni di entrambi: azienda e consumatori.

Ma vediamo cosa fa un Account Manager:

  • Rappresenta l’azienda ma è un punto di riferimento per il cliente
  • Gestisce le relazioni con i clienti, assicurandosi della loro soddisfazione e fidelizzandoli
  • Stila dei report sui feedback dei client
  • Riferisce il feedback dei clienti con altri settori aziendali che si occuperanno di identificare strategie di miglioramento

Che ne dici? Una laurea in economia conviene? Noi pensiamo di sì: la scelta di lavori per laureati economia è ampia, devi solo fare la tua scelta! E se ti domandi quanto guadagna un laureato in economia, questo dipende dalle varie professioni, ma sono tutte davvero ben pagate.

Se vuoi iscriverti alla facoltà di economia dell’Università di Reggio Emilia Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come avere un perfetto equilibrio tra studio e vita privata

Raggiungere il perfetto equilibrio studio e vita privata sembra essere una difficoltà riscontrata da diversi studenti. Così come, di conseguenza, il non riuscire a studiare meglio. Studio, lavoro e vita privata: tenere a bada a questo trinomio non è semplice. Nessuna delle tre cose dovrebbe assorbire più tempo ed energie rispetto alle altre. Inoltre, l’assenza di stabilità andrà a discapito della tua salute psicofisica, poiché se non vedi risultati, ti stresserai e sarà difficile poi uscire da questo circolo vizioso.

Alcuni studi stimano che circa 1 persona su 3 non è soddisfatta del proprio equilibrio studio e vita privata. Questo perché molti non agiscono con metodo. Il modo su come coniugare lavoro e studio c’è, e richiede sacrificio, organizzazione, disciplina ma anche accettazione dei propri limiti e amore per se stessi. In questa guida vogliamo partire proprio da qui e definire, passo dopo passo, tutti gli elementi da considerare per riequilibrare queste diverse aree della tua vita.

Come coniugare lo studio con il lavoro e la vita privata

Come coniugare lavoro e studio, oltre alla vita privata? Trovare un equilibrio studio e vita privata, con il lavoro e tempo limitato, richiede di saper fare 4 cose:

  • Essere organizzati
  • Fissare obiettivi
  • Fare pause
  • Essere motivati

L’insieme di questi quattro elementi ti aiuterà a sentirti meglio e a performare di più, in tutte le aree della tua vita. Vediamo insieme come lavorare su ciascuno di questi punti.

Modella le tue capacità organizzative

Trovare un equilibrio tra studio e vita privata richiede essere fortemente organizzati. La parola d’ordine è: ottimizzare i tempi.

Crea una tabella di marcia, pianifica la giornata e la settimana, sacrificando ciò che non è necessario e sfruttando ogni momento per fare qualcosa. La nemica numero uno dell’equilibrio studio e vita privata è la procrastinazione. Molti studenti e studentesse, presi da stanchezza o poca voglia, rimandano i loro impegni. Assolutamente non procrastinare: il tempo è l’unica cosa che non si recupera e gli imprevisti che ti impediranno di studiare meglio potrebbero sorprenderti.

Rispetta il tuo programma e sarai ufficialmente una persona organizzata che saprà trovare un equilibrio studio e vita privata, conciliando anche il lavoro.

Per essere organizzato al massimo, investi su un planning. Per realizzare il tuo planning, basta anche un quaderno organizzato per giorni, settimane e mesi. Crea le tue “to-do list” giornaliere e settimanali e impegnati a tenerle sotto controllo, per ottenere migliori risultati.

LEGGI ANCHE >> Come pianificare lo studio: 5 consigli per iniziare subito

Fissa obiettivi specifici per la tua formazione

In qualsiasi campo, è essenziale fissare degli obiettivi specifici. Essi servono a mantenere alta la tua motivazione e non solo: ti permetteranno di non sprecare tempo. Questi obiettivi devono avere alcune fondamentali caratteristiche:

  • Essere specifici
  • Essere realistici
  • Essere misurabili
  • Essere definiti nel tempo

Spieghiamo meglio questi concetti. Fissare obiettivi specifici significa definire con esattezza ciò che vuoi portare a termine. Ad esempio, non basta dire “Voglio studiare per superare gli esami”. Dovresti dire: “Vorrei preparare due esami in tre mesi”. Questi obiettivi devono essere realistici: se hai 4 ore di tempo da dedicare allo studio durante la giornata, non sovraccaricarti di mole di lavoro come se ne avessi 8!  Parti dalla tua situazione specifica per fissare obiettivi che siano sempre raggiungibili: questo perché, qualora fissassi obiettivi troppo ambiziosi e non riuscissi a raggiungerli, la tua motivazione ne risentirebbe.

Prenditi momenti di pausa

Sei una persona, non una macchina. Non sei facilmente riparabile con un pezzo di ricambio e una lucidata. Ascolta il tuo corpo e la tua mente. Quando senti di aver bisogno di “staccare la spina”, fallo. Non ostinarti per finire di studiare e lavorare in modo imperterrito. Se puoi, soprattutto nel caso del lavoro, prenditi qualche ora in più per te, se non di più. Se devi studiare molto ma la stanchezza e la frustrazione hanno il sopravvento, molla tutto per un po’ e prenditi del tempo solo per te. Dedicati a ciò che ti piace e distraiti.

Quando tornerai sui libri, avrai molta più motivazione e concentrazione: sarà un efficace modo per studiare meglio!

Un consiglio in più: se fai fatica a staccare, programma dei momenti di pausa nella tua tabella di marcia. Prevedi una pausa di almeno 10 minuti ogni due ore e prenditi un momento di stacco più lungo a fine giornata.

Mantieni alta la tua motivazione

Un altro modo efficace su come coniugare lavoro e studio è sicuramente mantenere alta la tua motivazione. Chiediti sempre per quale motivo stai affrontando tutto questo. Perché sei in questo corso? Perché questo lavoro? Trova uno scopo in tutto ciò che fai, uno scopo che ti stia a cuore, a cui credi davvero. Ti servirà nei momenti più difficili per mantenere saldi i tuoi obiettivi e spronarti a raggiungerli.

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Come memorizzare qualunque cosa con la tecnica dei loci

Se sei uno studente, sicuramente sarai interessato a capire come massimizzare le tue abilità di memorizzazione. Avere una buona memoria ti permette di immagazzinare più informazioni in meno tempo, consolidando il tuo apprendimento; ciò ti consente, inevitabilmente, migliori performance accademiche, ma anche un cervello più allenato e attivo.

Ci sono diversi strumenti e diverse tecniche per potenziare la memoria: tra queste, la tecnica dei loci è una delle più famose in assoluto. Nota anche come “palazzo della memoria”, questa mnemotecnica è molto diffusa tra gli studenti e ha origini antichissime, che risalgono addirittura a Cicerone.

Come è noto, Cicerone è stato un grande oratore. Nei suoi scritti dedicati all’arte dell’oratoria, Cicerone ha parlato spesso della memoria e dell’importanza di richiamare le informazioni al momento giusto, per poter esporre il discorso al meglio. Infatti, la parola loci è il plurale di locus, parola latina che significa proprio luoghi. La tecnica dei loci consiste nello sfruttare i luoghi per ripercorrere nella mente un intero discorso.

In questa guida ti spiegheremo come si applica questa tecnica nello studio e cosa fare per padroneggiarla al meglio. Iniziamo subito.

Come usare il “palazzo della memoria” per studiare

Le mnemotecniche ti aiutano a potenziare la tua mente, aumentare la concentrazione e ottenere migliori risultati nello studio. La tecnica dei loci può davvero rivoluzionare il tuo approccio ad un esame: vediamo insieme come funziona.

Cos’è il metodo dei loci?

Partiamo da una semplice definizione di questo metodo che, come abbiamo accennato, ha come obiettivo quello di facilitare la memorizzazione di informazioni sfruttando dei “percorsi” all’interno della nostra mente. Il meccanismo è estremamente semplice e sfrutta una nostra abilità arcaica, ossia quella di associare nuove immagini ad immagini già presenti nella nostra mente.

Il metodo permette infatti di associare ogni concetto da ricordare ad un oggetto presente in un luogo a te molto famigliare.

Supponiamo che tu debba fissare nella mente un discorso relativo ad un esame di diritto pubblico. Ciascuna parte di questo esame può essere associata ad una “tappa” di un luogo a te vicino o un percorso che fai spesso. A questo punto, la tua mente assocerà ciascun elemento dell’esame ad un oggetto o ad una parte di una stanza, che ripercorrerai nella tua mente.

I benefici di questo sistema sono molteplici:

  • Ricordi più informazioni minimizzando lo sforzo
  • Riesci a “richiamare” a te le informazioni velocemente
  • Rafforzi la memoria a lungo termine e non “dimentichi” i contenuti di un esame dopo poche settimane

Scegli il tuo luogo

La prima cosa da fare per applicare il metodo dei loci è scegliere il tuo luogo. Come abbiamo detto, deve essere un luogo molto famigliare per te, che conosci alla perfezione. Qualche esempio?

  • Il salone di casa tua
  • La tua camera da letto
  • Il tragitto che compi da casa tua a lavoro

ATTENZIONE: ti sconsigliamo di scegliere un luogo troppo “complesso”. Un centro commerciale, ad esempio, rischia di essere davvero troppo grande da gestire. Devi scegliere un luogo o un tragitto del quale conosci alla perfezione la disposizione dei vari punti di riferimento.

Identifica i tuoi punti di riferimento

Una volta scelto il tuo luogo, dovrai identificare i tuoi punti di riferimento, ossia le “ancore” a cui legare ogni concetto da memorizzare. Scegli come punti di riferimento elementi specifici, che non possono essere confusi tra loro e che sono posti alla giusta distanza. Ad esempio, se scegli la tua camera da letto, evita di scegliere solamente camicie del tuo armadio, altrimenti farai fatica a ricordare quale concetto associ a ciascuna camicia.

Idealmente, se scegli la camera da letto, puoi identificare come punti di riferimento l’armadio, il letto, il comodino, la televisione.

Associa concetti e immagini

A questo punto, ciò che dovrai fare è associare ogni concetto ad un punto di riferimento. Per riuscirci con successo, dovrai trasformare un concetto in un’immagine vivida nella tua mente. Dovrai costruire nella tua mente un’associazione efficace, che ti consenta di visualizzare quell’argomento all’interno del tuo punto di riferimento.

Per “richiamare” i concetti al momento giusto, ti basterà ripercorrere mentalmente il tuo luogo, passando per i punti di riferimento che hai identificato e a cui hai associato gli argomenti da ricordare.

Adesso tocca a te: scegli un argomento da ricordare e applica la tecnica dei loci per migliorare nello studio. Non ti resta che provare e goderti i risultati.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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