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Curarsi con il cibo: perché l’immunonutrizione è importante per lo studio.

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Curarsi con il cibo è un’arte che negli ultimi decenni si è persa, ma i cui prodigi fortunatamente stanno tornando in auge. In realtà, “curarsi” significa davvero, prima di tutto, fare prevenzione, utilizzando il cibo come una vera e propria medicina che, se ben utilizzata, non solo non ha nessun effetto collaterale, bensì migliora corpo e mente in maniera duratura e preziosa.

Parliamo quindi di immunonutrizione, estremamente importante soprattutto nei momenti di studio e di lavoro.

Si tratta di un argomento particolarmente importante per l’Università Telematica Niccolò Cusano di Reggio Emilia, che annovera tra i suoi tanti e specializzanti master online corsi di studio dedicati proprio all’alimentazione, come il master in cibo come prevenzione e cura, oppure il master in Nutrizione Clinica, ma anche quello in Alimentazione naturale.

Perché l’immunonutrizione è così importante per lo studio? Per mantenere una buona funzionalità non solo del cervello, ma anche di tutto l’apparato gastro-intestinale è assolutamente fondamentale per tenere a bada ansia, stress, malattie e stanchezza.

Ma come si fa a fare immunonutrizione? Quella che di primo acchitto sembra essere un’attività difficile e trascendentale è in realtà molto semplice e risiede nel documentarsi e sapere quali sono le proprietà del cibo che si mangia e a quali alimenti rivolgersi a seconda delle proprie necessità.

Oggi scopriremo proprio questo: come fare a fare immunonutrizione, con quali cibi e svolgendo quali attività.

Perché l'immunonutrizione è importante per lo studio: curarsi con il cibo.

Consigli per curarsi con il cibo.

  • Eliminare la spazzatura – Mangereste mai uno scarto alimentare? Peschereste mai dalla pattumiera qualcosa da cucinare per la cena? Bene, quando ingerite il così detto “cibo spazzatura” in realtà non state facendo nulla di diverso, se non peggio. Ricchi di sostanze raffinate, zuccheri e un alto indice glicemico, oltre che di grassi saturi e conservanti, il junk food è quanto di più nocivo possa essere introdotto nel proprio organismo. Il risultato? Un mal funzionamento generale, caratterizzato da lentezza e drastico abbassamento delle funzionalità, sia fisiche che celebrali. Insomma, non esattamente ciò che serve ad uno studente, che ha invece bisogno di una mente sveglia, attiva e responsiva agli stimoli.
    Ricordatevi che anche i surgelati, pieni di conservanti e di cibi di bassa qualità, sono da inserirsi nella categoria del cibo spazzatura, a meno che non si tratti di surgelati prodotti in casa. In tal caso, non vi è alcuna differenza tra cibo fresco o cibo surgelato.

  • Il delicato argomento della carne – Quando si parla di carne e dei suoi effetti collaterali, diventare vegetariani non è l’unica soluzione che si può trovare per arginare questo alimento e riuscire a renderlo una fonte di nutrimento invece che di appesantimento. Diminuire la carne può essere un’azione sufficiente, come anche decidere di alternare la carne rossa a quella bianca. Ma soprattutto, la scelta consapevole che bisogna fare è quella di optare per produzioni di qualità. Per quanto economica, la carne del supermercato è assolutamente nociva e ricca di componenti più che velenosi. Scegliete quindi produzioni locali, di cui vi fidate, a costo di pagare qualche euro in più, ma anche avere un grande risparmio sulla propria salute.

  • Gettare solide basi vegetali – Frutta, verdura e vegetali: è una vita che sentite dirvi che fanno bene e una vita che rispondete con bocche storte, soprattutto nel caso di alcuni ortaggi. Ma c’è poco da storcere: si tratta di alimenti che devono essere consumati tanto e spesso, senza eccezione. Specialmente per chi conduce una vita come quella dello studente (magari anche lavoratore), frutta e verdura non possono assolutamente mancare, anzi. Alimenti ricchi di fibre, anche chiamati probiotici, sono essenziali per il buon funzionamento dell’intestino e della flora microbiota, su cui il nostro cervello fa grande affidamento per quanto riguarda i suoi bisogni e le sue funzioni.
    E ricordatevi: per frutta e verdura s’intendono anche frutta secca e bacche, frutti rossi e sementi, frutti esotici, spezie e erbe, e tuberi, come i benefici aglio e cipolla.

  • Saper scegliere i propri grassi – Dire “eliminare i grassi” non sarebbe un consiglio corretto, anzi. Per ogni grasso nocivo che esiste, ne esiste anche uno benefico che, anzi, va consumato in grandi quantità quando abbiamo a che fare con libri, ragionamento e lavoro di testa. Parliamo dei grassi insaturi, come ad esempio gli Omega 3 e gli Omega 6 , contenuti in olio extravergine d’oliva e olive, pesce azzurro e frutta secca, specialmente le noci. Si tratta di sostanze davvero fondamentali per l’organismo e per il metabolismo, che le usano come grandi alleate contro il colesterolo e le malattie cardiovascolari, oltre che per migliorare le funzioni celebrali, mantenendo la mente sveglia e reattiva.

  • Pizzichi – Non esagerate con sale e zucchero, specialmente quando si tratta di prodotti estremamente raffinati. Si tratta infatti di due alimenti estremamente sottovalutati rispetto ai loro effetti collaterali, che possono invece essere davvero gravi. Per insaporire i vostri piatti, fate uso di spezie ed erbe aromatiche benigne e accoppiate gli alimenti così che favoriscano un vicendevole insaporimento. Per quanto riguarda lo zucchero, il mondo alimentare è ricco di alternative non solo salutari, ma addirittura benefiche, come nel caso del miele, dello sciroppo d’agave o delle opzioni integrali.

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  • Integrale è meglio – A proposito di zucchero, non è l’unico alimento che se scelto integrale è meglio. Farine e cereali anche offrono questa alternativa che non solo risulta in molti casi benefica, come ad esempio quando si parla di riso integrale, agente fortemente sfiammante e un ottimo rimedio contro raffreddore, infiammazioni e stati febbrili. Ma questo è solamente un esempio. Gli alimenti integrali presentano una più alta quantità di fibre e diminuiscono il rischio di sviluppare intolleranze o addirittura celiachia, come anche malattie metaboliche come il diabete. Piccola altra tecnica: per abbassare il valore glicemico del proprio pasto può essere utile introdurre dei legumi ad accompagnare i cereali che state consumando.

  • Siate semplici – Avete mai sentito dire quel detto per cui “i piatti semplici sono anche i più gustosi”? Beh, i piatti semplici sono anche i più salutari e aiutano a tenere l’organismo leggero e in salute. Evitate le fritture e le cotture alla griglia, in quanto le temperature molto alte possono indurre i cibi a rilasciare sostanze cancerogene. Cotture al vapore, o addirittura consumare i cibi crudi laddove possibile è consigliabile per tenere il proprio pasto nutriente e leggero. Evitate sughi carichi, che combinano tra loro troppi ingredienti, soprattutto se grassi, e cercate di limitare il riutilizzo di cibi già cotti, da ripassare in padella con ulteriore olio o condimenti. Questo vi tornerà utile anche per imparare a mangiare sempre pasti freschi.

  • Abituatevi a cambiare – Prendete come buona abitudine il cambiare spesso, sia il cibo, che il modo in cui lo consumate e i pasti che con esso realizzate. Se avete poco tempo per ragionarci su, all’inizio della stagione preparatevi un programma e una pianificazione di spese da seguire all’interno del quale sia prevista una costante variazione di alimenti e ricette. In questo modo potrete stare sicuri di dare al vostro organismo tutto ciò di cui ha bisogno.
    Nel fare ciò, affidatevi anche alla stagione a cui state andando incontro, cercando di consumare frutta e verdura che siano tipiche del periodo dell’anno che state vivendo, così da essere certi della loro “giustezza” all’interno della vostra dieta, come anche dell’assenza di prodotti spiacevoli che ne hanno reso possibile la crescita anche in periodi avversi.

  • Non la quantità, ma la qualità – C’è l’erronea credenza che ridurre le dosi possa essere un buon modo per tenersi in forma e in salute, non appesantire l’organismo e mantenersi snelli e scattanti, sia a livello fisico che mentale. Ma non è affatto così. Un panino che pesa 200gr ed è pieno di grassi può essere molto più dannoso di 1 kg di insalata, o di un piatto di pasta. Il segreto non è quindi diminuire le dosi, ma renderle di alimenti che non siano nocivi e che siano ben equilibrati tra loro.

  • A tavola si arriva dopo un’altra attività – Mangiare bene è importante, certo, ma non basta per mantenersi davvero in salute. L’attività fisica, specialmente per chi passa seduto molte ore della propria giornata, come ad esempio uno studente, è altrettanto fondamentale.

  • Non siate troppo rigidi – Ora, prendete tutte queste belle regole e applicatele con moderazione. Ricordatevi che l’esagerazione non porta mai a nulla di buono, anzi. Quindi non siate fin troppo rigidi e badate bene a cambiare spesso la vostra dieta e gli alimenti che consumate.

immunonutrizione e studio

Le molecole che aiutano a fare immunonutrizione.

L’immunonutrizione avviene quindi attraverso le sostanze singole presenti all’interno dei vari alimenti che assumiamo. Ma per sapere cosa serve e quando utilizzarlo è molto importante conoscere quali sono queste molecole che rendono il cibo una medicina.

  • L-arginina – Si tratta di un amminoacido essenziale che si trova nella cane, nella frutta secca e nei legumi.
  • L-glutammina – È questo un amminoacido condizionatamente essenziale che si può trovare nel siero del latte e nelle proteine dei cereali.
  • Taurina – Contrariamente alla credenza popolare, si tratta di un amminoacido anche lui condizionatamente essenziale che si può reperire nelle uova, nella carne, nel pesce e nel latte.
  • Acidi grassi Omega 3 – Come abbiamo visto prima, sono dei grassi benefici che si posso trovare negli alimenti sopracitati.
  • Nucleotidi – Presenti nei lieviti, sono potenti stimolanti e rafforzanti del sistema immunitario.
  • Tocoferoli (vitamina E) – Antiossidanti essenziali, sono reperibili in semi e oli di vario tipo.
  • Inulina e frutto-oligosaccaridi – Anche conosciuti come fibra alimentare idrosolubile, queste fibre sono contenute nelle verdure, nei tuberi e nelle radici.

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